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Un intero universo sotto le parole: lo esprime Fara Editore
un colloquio con Alessandro Ramberti
di Morena Fanti
Fara Editore è nata nel 1993, ha sede in Santarcangelo di Romagna ed è tra le realtà editoriali più promettenti degli ultimi anni. Il marchio è un carattere cinese arcaico che significa "parola, dire, esprimere": un simbolo il cui significato è espresso nello slogan "l'universo che sta sotto le parole".
Suo obiettivo è quello di pubblicare libri che aiutino "a rendere un po' più chiaro e definito il senso delle parole chiave dell'uomo".
Alessandro Ramberti, fondatore e responsabile della casa editrice, ha ricevuto molti riconoscimenti come scrittore ed è un poeta per cui la parola è vita e lavoro nello stesso tempo.
· La Fiera della Microeditoria è terminata da poco. Fara Editore era presente con i suoi libri e la sua voglia di comunicare. Com’è stata questa esperienza della Fiera, Alessandro?
È stata una bellissima edizione, molto partecipata anche dal pubblico. Ho organizzato il sabato e la domenica pomeriggio due incontri con poeti e narratori attorno al banchetto dei libri e devo dire che nonostante il brusio di sottofondo si è creata un’atmosfera magica all’ascolto delle loro parole seguite da un dibattito sul senso della scrittura oggi.
· Credi che queste fiere siano più importanti per fare conoscere il vostro lavoro o per iniziare nuovi rapporti e collaborazioni?
Fiere ben organizzate (anche per la presenza in qualità di ospiti di nomi importanti della letteratura, quest’anno c’era fra gli altri Maurizio Cucchi) come la Rassegna della Microeditoria di Chiari sono molto utili sia per incontrare e confrontarsi con gli altri “piccoli” editori, che per incontrare un pubblico molto motivato e interessato a cose che ormai in libreria sono introvabili.
· Fara Editore cerca di differenziare il proprio catalogo puntando anche su libri e testi interculturali, prestando molta attenzione alle nuove voci e ai nuovi modi d’esprimersi. Pensi che il punto di forza della Fara Editrice, sia proprio questa ricerca del nuovo, del ‘non consueto’?
Di solito gli editori indipendenti fanno questo lavoro per passione e quindi è inevitabile che svolgano un ruolo di talent scout e di promozione, assieme agli autori stessi, di opere che meritano di trovare una nicchia di lettori. Essendo diventata in questi anni la nostra società sempre più una realtà multiculturale questo cambiamento si riflette anche nella letteratura (sia essa scritta da migranti o da autoctoni). La letteratura è uno spazio che può aiutare a creare ponti.
· In che modo si può ampliare l’offerta e la fetta di mercato che le piccole case editrici si trovano a dividere? Quali strategie si potrebbero attuare?
La distribuzione tradizionale e la presenza in libreria sono problematiche per l’editoria indipendente, ma attraverso la rete (abbiamo da diversi anni un sito a cui si sono aggiunti l’anno scorso due blog: Farapoesia e Narrabilando) e il coinvolgimento degli autori nella promozione e diffusione delle nostre opere si può raggiungere una piccola cerchia di lettori che spesso sono dei veri e propri aficionados.
· Tu ti adoperi molto per creare un lavoro di sinergia tra la casa editrice, i libri e i lettori, e per fare ciò, usi il web in vari modi, vedi il blog di FaraPoesia e FaraNews che è la vostra webzine letteraria con racconti, saggi, recensioni. Credi che la rete possa essere un valido aiuto per l’editoria, e soprattutto per la cosiddetta ‘piccola’ editoria?
Senz’altro, come dicevo prima la rete può essere una efficace vetrina, può essere uno strumento per creare comunità e anche se le vendite sono sempre molto ridotte (sono più efficaci in questo senso le presentazioni con gli autori in carne ed ossa) si raggiungono lettori più che attraverso i tradizionali canali.
· Alessandro Ramberti nasce prima come scrittore e poeta, poi come editore. Chi è già scrittore sarà un editore molto più attento e capace, perché già conoscitore dei problemi della scrittura e dei diversi modi di viverla?
Credo che diversi colleghi coltivino in proprio anche la scrittura (magari alcuni più sul versante saggistico, altri su quello poetico o narrativo): questo perché questo mestiere è in fondo una (insana?) passione e quindi lo si intraprende perché per primi si ha amore per la lettura e per il libro, ciò che porta spesso a cimentarsi in prima persona con la pagina bianca.
· Fara editore mi sembra una casa editrice che privilegia la Poesia, anche se molti dicono che la poesia non vende. Tu credi ci siano ancora spazi possibili per la bella poesia?
Direi che ho pubblicato titoli di poesia in maniera consistente solo negli ultimi anni, ma è molto presente nel nostro catalogo anche la narrativa (romanzi e raccolte di racconti) e pure la saggistica, specie di taglio filosofico o spirituale. La poesia è una sfida perché è per natura un prodotto di nicchia, ma è anche molto stimolante perché i giovani poeti davvero bravi sono più numerosi di quanto uno si aspetti.
· Il vostro catalogo è già molto ricco e vario. Che progetti avete per il prossimo futuro? C’è già qualche nuova idea nella pentola di Fara Editore?
I nostri concorsi, anche attraverso l’ottimo lavoro dei nostri giurati volontari, ci permettono di vagliare e selezionare autori di qualità e spesso i nostri autori ci segnalano voci interessanti, inoltre la rete consente contatti veloci e diretti e ogni anno ci arrivano alcune decine di manoscritti da valutare: si cerca di pubblicare poche cose ma buone che siano in sintonia con la nostra linea editoriale attenta a contenuti eticamente e spiritualmente stimolanti, poesia e prosa che ci aiutino a riflettere, si pongano in rispettoso ascolto della realtà, e non seguano mode o facili suggestioni consumistiche.
Alessandro Ramberti è nato a Santarcangelo di Romagna il 10 giugno 1960. Laureato in Lingue Orientali a Venezia ha vinto una borsa annuale (1984-85) del Ministero degli Esteri presso l’Università Fudan di Shanghai. Nel 1988 ha conseguito, con altra borsa, il Master in Linguistica presso l’Università di California in Los Angeles e ha concluso i suoi studi con il dottorato in Linguistica presso l’Università Roma Tre (1993). Da allora lavora in ambito editoriale. Ha vinto il premio l’Astrolabio con Racconti su un chicco di riso (Tacchi Editore, Pisa, 1991) e vari riconoscimenti per opere poetiche: recenti il premio Gatto-opera prima e il 2° premio al concorso di poesia Astrolabio per la silloge In cerca, Fara Editore, 2004), il 2° premio al Città di Mestre 2005 con la poesia “Già c'è” contenuta in postfazione a Figli di Paola Castagna (Fara Editore, 2005). Ha pubblicato con lo pseudonimo di Johan Thor Johansson La simmetria imperfetta (Fara Editore, 1996) e, come appendice al volume dei vincitori del concorso “Pubblica con noi” 2004, la plaquette Tela di bordo (Fara Editore, 2005).