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Cipria
recensione di Salvo Zappulla
Un grande affresco questo romanzo di Mariolina La Monica. L'evoluzione di un paese di provincia -Castagneto Mare- raccontata attraverso le vicende della dinastia dei Panara. I protagonisti del romanzo hanno una funzione purificatrice che si connota di ragioni morali e ideali insieme. Si respira l'atmosfera ampia e soave dei romanzi di De Roberto o di Tomasi di Lampedusa. Personaggi di rilievo ancorati alle tradizioni, alle convinzioni radicate nell'animo e impossibili da estirpare, in una percezione disillusa dell'esistenza, sono in conflitto con le giovani generazioni che sgomitano per rivendicare i loro spazi di libertà negata, E' un continuo alternarsi di frustrazioni e slanci vitali di impalcatura illuministica. Conflitti generazionali che danno vivacità alla narrazione. Il più anziano dei Panara è un uomo dalla tempra dura, da contadino, che mai rinuncerebbe ai suoi princìpi, così come la giovane Ilde (Cipria) è una donna di carattere, capace di grandi rinunce e di amori eterni. Il romanzo cresce di tensione narrativa con lo scorrere delle pagine per concludersi con un finale ad effetto che ne impreziosisce la trama. Mariolina ha una bella scrittura, lieve e soffice come la cipria, una delicatezza di esposizione non comune, sembra scrivere in punta di penna. Ci sono momenti deliziosamente costruiti in Cipria, intrecci di magica passione che inneggiano alla speranza e invitano ad afferrare la vita per la coda, anche quando questa sembra irrimediabilmente perduta. In un periodo in cui l'industria culturale sembra puntare soprattutto sulla letteratura d'evasione, Mariolina La Monica ci riporta indietro nel tempo, regalandoci una ventata d' aria buona.
Cipria
di Mariolina La Monica
Edizioni IL FILO
Pagg.340 € 17,50