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Il signore delle mosche
( Fabio Pelosi )

 

 

 

Il signore delle mosche apriva e chiudeva porte,

rideva e ghignava su altri

che in principio erano stati noi stessi,

pomelli macchiati da tempo

e impronte su vetri che nacquero specchi

per vantare le glorie di un urlo.

Il signore delle mosche confidò agli altri:

“Voglio pietre lisce come cose sognate”

e mordendosi i palmi strappò via

il sonno a chi aveva da poco finito di scavare.

Non trovai mai la mia fossa

ma solo coloro che mi dissero di averla sterrata.

 

 

Muto (il signore delle mosche) leccò la pomice

come gatta in fasce di fili e erbe

e gracchiò sordo sul dorso

dell’infame, colui che scavò prima e dopo.

La notte si carezzava da sola

come donna in attesa,

come Ester sulle scale,

come Cris tra lacrime e bordelli

come mamma con scialle e coltelli.