www.domist.net letteratura - poesie

Il cappiolavoro
( Velluto )

 

 

L'impostore grattò sette volte prima di vincere

alla cortese attenzione di vacche vigliacche d'erba
life che sgretola speranza zanzara e coda che muove lontano

anche i parassiti assidui frequenta tori brucano il ventre piatto
servito a riverenza di pazienza lamellare da non mangiare

onde evitare avvelenamento in boschi e spore farm aco logiche
so nice so beauty son ice in case matte a sentinella di proprio io
giro passo muovo lasso perdo spazio

trovandomi insana memoria in tasca bustata a super cooperazione
dileggiante mio stesso nervo roditore ottica facil canestro da te

mesto in sventura alata da altan in lena crumiriKa sa sa
rullare per bene quando vuole chiamarti fuori da balcone
a spazio per pulizie inter e dentali cadenti in c amici calici cimici
di buona sorte e scarpe rotte che migrano tra spaghi e cartoni

animanti sogni bestiali come conditi da forza inumana giogano
a fare di più meritando meno male che oggi si pesa nel blu

forzando mimando lasciando

correre gli spiriti patentati a punti ricamati per ordine violato
nel senso di nuance lillà in con su per tra fra un cesco angio coliere
di timballi e suoni sordi alla tano e vano scala echeggia tuo arrivo
bussando a capo di tanta speranza l'essenza viva di nostro vascello

tuba va inclinando metrica fisica ad assonanza spirituale in soffio
di dama che funge da sprone alle voglie odorose di ginestre e mimose

e pensare che il porchettaro aspettava avventori anche alle tre di notte
e pensare che la bibita gelata gelava in solitudine di alcolici sensi
e pensare che la roma che l'aroma che la romato tti ci da in spoot
da golfini bianchi che più ti abboni e più in feltroni diventano
non è semenza pollitica questa fabbrica di parole e nemmeno
movenza anarchica ma ha socia solo dati di fatto in pellicine nei
di giorni polemici in politici versatici a tutte ore che orrore mi fa