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TABU’
            ( Davide Riccio )

 

 

 

Tabù linguistici e non solo

pretendono

che io non dica

parole sacralmente

pudicamente inibite

 

Nella cautela cerimoniale

della noa concessaci

mi avvicino invece

colto e quindi perdonabile

alla licenza di dire che la vulva

lascia un odore che amo

sulle mie dita

più di ogni poetico fiore

 

E non vi rassicuri

pensarla poesia erotica

perciò minore

come in Verlaine di

“Ne métaphorons pas,

foutons!”

 

 

 

Nota: Noa, ciò che non è tabù.