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Tabù linguistici e non solo
pretendono
che io non dica
parole sacralmente
pudicamente inibite
Nella cautela cerimoniale
della noa concessaci
mi avvicino invece
colto e quindi perdonabile
alla licenza di dire che la vulva
lascia un odore che amo
sulle mie dita
più di ogni poetico fiore
E non vi rassicuri
pensarla poesia erotica
perciò minore
come in Verlaine di
“Ne métaphorons pas,
foutons!”
Nota: Noa, ciò che non è tabù.