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Il golfo indugia, non segue
Sé tra linee d’artiglieria
E non plana come oca pavida,
Essendo essa volatile con piumaggio
Da ridere e ridare all’occhio
stanco d’essere beato.
Il golfo inarca, s’appiattisce come un volo,
Come il sale tra pastose invettive,
Come il fumo tra pinnacoli eterni,
Come il fronte tra inarrivabili
Segreti di morte e trincea.
Quel golfo non mio,
Acceso di secca e obeso di tonfi,
Dove un bimbo ricama il castello
che di sabbia
non vivrà.