www.domist.net letteratura - poesie

Assioma

( Velluto )

 

 


Passami l'accendino verde
posa la scrittura vicino
alla biblioteca dei santi

rifletti e fai piano
non ossidare la luna
vicino alla finestra

i trulli io li ho visitati senza zaino
mentre i rutti li facevo solo
non mi senti non ti senti
elargire consigli per distrarre conigli
scilindri in cilindri

sorpresa!

sfogliami l'album delle foto sulle vie di Praga

[senza la scorza di un limone di Sicilia
sciacca amarena e sodalizio per una coppia
di sapore neutro]

Momo amava gli orologi
sulla carta da parati

io contestavo io contestavo

e il carro dei balocchi
giostrava
sulle vie traverse

Momo amava gli orologi fermi

io contestavo io contestavo

uomo grigio in blu di etilene
fuma a scrocco di manufatti e tabacchi

e io non lo biasimavo

giro pagina voce forte dito leccato
riprendo i sensi di un non giorno
guardo il cane mikey
ritmo
e cullo l'incubo di uno dei tanti
divani beige

colo e non odoro d'alloro
quando russo profondo
a fase rem
ma rimane il tempo per accordare
la chitarra di rose
stesa sulle lenzuola del mio solo io

l'onda aritmica stona l'alba
profonda profonda profonda
colonna indiana in cerca di sepoltura
sciamanica danza zolla le mie coperte

che siano a scacchi rossi o a scacchi disperati
non diventa importante senza ordine di idee

fermo il mio sudario
e cerco un frigo pieno di domande
mastice a collo di bottiglia mi affogo ancora
nella nausea statica di fallico presentimento

Le Ds end Gente del Man let me intro douse my self

allo spettacolo aggiornato
di un circo sui bordi
della piscina effervescente
[naturalmente cedevole a centro vasca]

già tre metri d'acqua di loggione
riempiono le tue buone maniere

signora mia

già l'essenza liquida
ti mostra più puttana

spiegami cosa ti recito a fare di cornuti e semi dei

ho tolto uno ad uno
i picchetti di quel tendone
senza essere visto
senza fare rumore distorto
senza voltarti spalle o faccia
fiero
della mia ritirata pieghevole

passami la gonna adesso
che mi spoglio di te
che distolgo i tuoi occhi
dal mio ventre in sub appalto
e cito
di quel demone lampo
che usurpò il trono
del biancospino a riposo

il tempo
di accendere l'ultima
il tempo
che ancora non passa
su mio perpetuo incubare aspettazione
per tua venuta a scintilla
in questo baraccone calderone
sporcato
da limpide visioni oniriche