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Straordinari
( Biancamaria Massaro )

 

 

            Alle 8.30 precise devo essere già al lavoro, pronta a battere un nuovo documento al computer o a preparare il caffè per l’avvocato, che non fa mai colazione prima di arrivare in ufficio. Breve pausa per il pranzo, poi dovrei uscire massimo alle 19.00, ma c’è sempre quell’ultima lettera da correggere, un fax da inviare o una telefonata da aspettare assolutamente, perciò raramente prima delle 20.00 riesco a staccare. E mai che mi venga riconosciuto e pagato lo straordinario! Proprio come è successo oggi, che alle 20.30 di una gelida serata invernale sono ancora qui, in attesa del solito fattorino ritardatario, mentre il sole è tramontato da un pezzo e la luna piena risplende già alta nel cielo.

 

Poco più tardi

Il cane dei vicini al suo arrivo ha smesso di abbaiare, mentre il gatto della vedova del primo piano, che aveva capito che era meglio non rivelargli la propria presenza, già da un pezzo si era acciambellato sotto il tavolo della cucina, muto e immobile. Con un solo balzo ha superato il balcone ed è atterrato a quattro zampe nella stanza, poi si è rizzato sulle zampe posteriori e mi si è avventato contro.

Subito dopo era steso sul pavimento che si contorceva, mentre si ritrasformava da lupo mannaro in uomo e cercava invano di togliersi il tagliacarte d’argento dal cuore. Un attimo dopo giaceva, lì stecchito.

            Adesso dovrò far sparire il suo cadavere. Mi è andata meglio la settimana scorsa con il vampiro, che è diventato polvere dopo pochi istanti che l’avevo colpito con la pesante e antica croce di legno che domina la stanza dell’avvocato: da quando ho visto morire e risorgere il primo giovane praticante, ho pensato fosse meglio affilare la sua parte più lunga. La segretaria precedente non ha avuto la stessa accortezza, perciò ho ereditato il suo posto.

Sì, stavolta non mi è andata altrettanto bene. Nella vasca da bagno dovrò segare il corpo in più parti e rinchiudere ogni pezzo in una busta di plastica differente, poi spargerò ognuna di esse in diversi punti della città. Non finirò prima di mezzanotte, come la volta che ho dovuta vedermela con quello zombie idiota e ciondolante.

E mai che mi venga riconosciuto e pagato lo straordinario.