| www.domist.net letteratura - poesie |
Ho 36 anni e un minialloggio.
Ingresso tinello e cucinino
una camera con divano letto
un bagno cieco e due balconi,
36 metri quadrati calpestabili in tutto
insopportabili ormai, un metro quadro
per ogni anno di mia vita.
Non è nemmeno detto
che per la stessa misteriosa legge
100 metri quadrati
li avrò almeno a cent’anni.
A cent’anni poi mi basteranno
due metri di lunghezza
per novanta centimetri di larghezza.
Fatue palle piumose
dei soffioni di tarassaco
ho riscoperto in giardino
Uno ne ho reciso
e come non facevo più
sui pappi ho soffiato lieve
Sono senza soldi abbastanza
per cambiare casa più grande
sposarti, e quindi fare un figlio
Ma, vedi, una volta anch’io
alla disseminazione ho contribuito
di ciò che ugualmente passa
Nel mare del tempo
Non prendo il largo mai
Sempre parto il lunedì
Un diportista non per sollazzo
Mi allontano dalle coste
Mai del tutto fino a mercoledì
Al giro di boa il dietro front
Stanco torno di venerdì
Rimango a terra due giorni
Per un riposo e quindi daccapo
Nel mare del tempo
Non prendo il largo mai
UN’ALTRA POESIA (Epifenomeno)
La poesia è una metastasi
il cambiamento di sede
di un processo morboso
qual è il cancro del proposito
di scriverne ancora
SALVA CON NOME
Col vento di belle giornate fredde,
strano come lo sterco di vacche lontane
odori nella metropoli…
e sa di buono in confronto.
Senza nuvole, a somigliarvi
nell’azzurro uniforme,
solo scie di Tornado
e i Ghibli di supporto.
Anche dell’alto e potente
si sfilaccia e svapora
il segno d’ogni passaggio.
Non mi consola né mi compunge.
Sul divano, scaldato da una lama di sole,
alla mia mano abbandonata
il cane fa testine e naso umido.
E c’è ancora vita.
e i frangenti sulle rocce
sciabordano schiumando.
E poi che l’onda si è
franta, lenta e costante,
e scemando la cresta
respinta si ritira,
pacifica tu espiravi.
E lo sciacquio fievole
e ipnotico, amniotico,
mi riavvolge di nuovo.
E vorrei non finisse
mai… ma senza erosione.