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CAMPUS

 ( Marco Milani )

 

 

Uomini e donne che non sentirai mai,

 

con la voce mortale cui calcavan la terra.

 

Distesi quei corpi ormai tana di vermi,

 

coperti per anni sotto uno strato di ghiaia.

 

Son spoglie che passano, scarti insigniti,

 

che han provato soltanto un attimo di eternità.

 

Hanno passato un cancello e ne han richiuso la porta,

 

accostata su un limbo, che è soltanto dolore.

 

Forse una prova iniziale per un qualcosa che è su,

 

liberati da un fondo, come le pulci di un cane.

 

Se da un coperchio di marmo, si può pensare alla vita,

 

le quattro mura di un campo, fan defilare anche un mondo.

 

Non significa nulla, per chi ancora guarda da in piedi,

 

che a sua volta è un nonnulla in uno spazio di niente.