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DICEMBRE
( Sandro Battisti )

 

 

 

Intro

 

Ombre del giorno

accentuate

un lieve tramestio nell'aria e simboli

della propria immaginazione

si agitano

respirano

prospettano animo trasognato.

Crepuscolare.

Lontano quanto l'Ade.

 

 

 

Verso la fine

 

Come braccia intorno

a togliere il crepuscolo

piano

lento.

E freddo

dall'alto

dall'intorno

placide distese di onde sommesse.

Lievi bagliori rossastri, sulla terra

radianti presto verso l'obliquo.

Solitudine arcaica

un mare calmo, gelido

la percezione di una contrazione, verso

la fine.

 

 

 

Atto d'esistenza

 

Velocità del vento, nuvole come

ermetismo

a serrarsi sopra di noi, col buio

e un boato silenzioso di emozioni intime

cantano

cantano

suonano danze oscure, coinvolgenti.

Circondati come grembo muoviamo a

nuove sensazioni

ci esaltiamo in gran sobrietà ed

aspiriamo

verso l'alto che diviene basso, immenso

intimo

intimo

infinito buio serale che soddisfa.

Ogni senso.

Ogni sensata emozione implosa.

Ogni sensata emozione implosa..

Ogni sensata emozione implosa...

 

 

 

Lì, dentro

 

Siamo davanti al cielo. Venature.

Ascolto la mia anima. Rumore.

Linee di codice.

Sussulti. Noi siamo.

Nessuno ci vede. Notte nel pomeriggio.

Freddo.

Dicembre.

Urlo. Potenza. Buio.

Infiniti.

Noi. Fusi lì dentro.

 

 

 

Like a dream

 

Mattino di mezzanotte

e occhiali scuri, per proteggere

parlando piano in mente

in piena intimità

cercando caldo psichico.

Potremmo narrare come sensi passati noi

stessi

guardando fuori

guardando

solo per stile e ricordo.

Malinconia.

Bavero alzato.

Rivoli lisi di calore sottile dalla bocca, e

sussurri

sussurri...

 

 

 

Finalmente viva

 

Stanza vuota, ma accogliente

poca luce, calda, freddo esterno

e raffiche di vento.

E raffiche di nera sera.

E individui rarefatti dentro

fino a puntinare le percezioni, immani

flash,

mulinelli, paesaggio,

nulla più che introspezione finalmente

viva.

 

 

 

Campionatura

 

Frammenti di passi. Slegati.

Contrasto e foschia. Confusione.

Ovatta.

Profumo fresco. Ovatta.

Movimenti frammentati. Del capo.

Del corpo. Su se stesso.

Guardando dentro. Attraverso cristalli.

Esterni.

Estraniandosi.

Di giorno. Prossimità della notte.

Profonda, ingloba.

Scatti. Ancora. Frammenti.

Poco giorno da vivere. Scorre veloce tra

ventiquattresimi.

 

Scatti.

Frammenti.

Memento fresco. Come vischio che

scorre.

 

 

 

Per secoli

 

S... Si... Sin... Sing... Sing Sing Sing

SING SING...

Austerità del tempo

calpestando secoli

cantando

ipnotici

cantando

camminando...

C... Ca... Can... Canta... Cantando...

CANTANDO...

 

Brividi!

E freddo. Sul prato.

Costrutti. Planimetrie.

 

Fluisce intorno, intorno me al centro. Io

rivivo.

Tutto rivive.

Paesi sullo sfondo. Nuovi. Rosseggiano

così odo tenebre incipienti. Così

pomeridiane.

 

Brividi!

Ed epilogo. Incipiente.

Vibro su piani. Interazione.

S... Si... Sin... Sing... Sing Sing Sing

SING SING...

 

 

 

9 Dicembre

 

...come identità rapprese

istantanee

il cielo di piombo che cade nell'attesa

senza fragore

rumore

clangore

soffice come neve e ovatta

grigio chiaro.

 

Da lontano schiamazzi senza età

e un camino verso l'infinito collega,

come un ascensore

ed è profondo da attirarmi, soltanto ad

immaginarlo

come identità rapprese...

 

 

 

Tutto che sento

 

Da un movimento - è un grigio bigio

chiarore

estasi visiva

isteria personale - stanchezza.

 

Simbiosi per raccontare - interpretare,

dentro

la decadenza della luce

lo struggersi radiante verso quell'anima,

quel crepuscolo - tutto il diurno

crepuscolo.

 

 

 

Sincretismo

 

Concetto di intimo

da soffermarsi. Assorbirlo

viverlo.

Fermo il tempo. L'attenzione.

Tutto.

Silenzio.

 

Silenzio.

 

Questo è intimo. L'idea. La nicchia nel

buio.

Le fronde ombra su di te, la notte

infinita...

 

Vivo in immagini, per immagini

nulla sembra più coinvolgente, più

intimo.

Come dicembre.

 

 

 

È fioca...

 

Riesco a vederti, in poca luce

e la musica scorre discreta

mentre bisogno di assorbire nasce

cresce

esce.

 

Dentro me solo musica, mia anima

mio sentire.

In me le poche, deboli luci

e luminarie.

 

Nebbia alta, da basso

come sensi e onirico

da attraversare è questo campo di

fantasia

è campo di ricordi.

 

Freschezza di beltà

muoio. O ricordo.

Fuoco acceso, fioco

lascio acceso il pensiero, poca luce...

Poca luce, luce...

Luce. Poca...

 

 

 

Culmine

 

Soffice momento alto

sospeso

è il momento di contrarsi

mezzanotte

cuore di notte

cuore del buio

cuore del freddo, come scrigni

concentrici.

 

È questo il momento più protetto

e nulla riuscirà più discreto, nemmeno

nemmeno

bassa voce e gesti sobri...

 

Candela come massimo faro.

Brume, annebbiate. Il clamore che

violenta è solo un brutto ricordo,

sognato.

 

 

 

Sono loro

 

La repulsione. Il mondo.

E i saltimbanchi. Gli idioti. Le frasi

inutili.

 

Scendo!

...

Scendo!

...

 

La casa sembra vuota ora. Sembra

residuo del vento.

Sembra muffa.

E l'odore di fresco è erba gelida

mentre scendo...

 

Scendo!

...

Scendo!

...

 

Sogno momenti, sogno frangenti

sogno di ascoltarli ancora - ancora il

tuffo -

ed è stordente saperli qui

in questo movimento bizzarro.

 

È dicembre anche qui

nelle pieghe rarefatte dell'invisibile

impalpabile altra esistenza.

 

 

 

Near the solstice - the end

 

La promessa di perfezione è stata stesa.

Redatta.

Ogni microsecondo vive per concetto. In

me. Da giorni.

 

Away...

Away...

È ora di assaporare il pasto.

 

Il fascino delle parole. Quelle dette. E

quelle immaginate.

Bevendo, ogni goccia di emozione. E

calore di un locale.

 

Away...

Away...

Ideali notturni. Intensi.

Intimo. Gelido. Buio. Dicembre.

Away - Dicembre - away - Dicembre...

 

Away...