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POESIE
( Ilaria Poli )

 

 

 

MAGIA E POESIA

 

L'arcana formula

per rendere le menti

estranee la strega

pronuncia sul calderone

borbottante...

Gli umori maligni

invadono l'etere chiaro

ed oscuri demoni

dimorano nell'anima.

Le parole versate

dalla bocca negromante

ti faranno addormentare,

buon pellegrino,

ti faranno sognare,

amato ospite,

ti saprà ammaliare

la dama Poesia

che arde nella notte

senza pietà alcuna?

 

 

 

BAGNO

 

Ho lavato con acqua corrente

la stanchezza del giorno morente,

in caldi vapori

ho trovato riposo

e conforto ho cercato

in asciugamani profumati.

Soltanto ho evitato,

uscendo dalla stanza,

di inciampare

nel riflesso dello specchio,

nell'immagine

simmetrica del mio corpo imperfetto.

 

 

 

LA FATA E' MORTA!

 

Una voce s'ode lontana,

un grido fende l'aria

come una rigida sferzata

di vento freddo notturno,

una voce s'ode lontana,

si avvicina l'amico

piangente con le mani

sporche ancora del giovane

sangue che scintilla

di cupo rossore,

una voce s'ode lontana,

avanza tra le lacrime

sgomitando tra la folla

festosa ed ubriaca

mentre ebbro s'accascia

nel conforto della terra...

Una voce s'ode lontana,

l'urlo assordante di chi non è più

parla per bocca di chi continuerà

con vergogna ad essere,

sputando dalla sua gola

le poche confuse parole

che fecero tremare i mari

e camminare le onde furiose,

le poche parole di un pazzo

da un matto follemente usate,

le poche parole del dubbio

che ora recitano altri attori,

le poche parole vere di quella

voce che s'ode lontano:

la fata è morta!

E con lei il suo bosco incantato.

 

 

 

L'ANIMA MIA PERDUTA

 

Non è più tra le stelle

ricamate nel cielo,

perduta nel suo grido

e nel pianto sommesso,

non è più addormentata,

cullata dai sogni

proibiti che viva

di teneri sguardi

solevano farla bruciare.

Non è più sulle nubi

candide del mattino,

non più a riposare

su raggi di sole

e falci di luna.

Non più tra le angeliche

essenze e i pensieri

trasparenti,

le crude verità

vestono oscuri colori

e nell'Averno fan le bagnanti.

Tra le anime perse

persa vaghi, anima mia.

 

 

 

COME UN CANTO

 

Come un canto

quel numero nella testa,

come una nenia

quella cifra impressa,

come la notte

quel sonno senza tempo,

come il vento

quel pianto lontano e silente...

Ed il tuo volto

sereno che riposa...

Non riesco neppure ad odiarle

quelle date accanto alla tua foto.

 

 

 

NOSTRA SIGNORA MORTE

 

Di nero non copre

il corpo sottile,

e non scorgi pallore

sul suo volto,

ma le gote infuocate

la menade impazzita

tingere di sangue non usa.

Gentile madonna

dei secoli andati,

curva sul fuso dell'eterno

arcolaio, il sole cala

con ombre pesanti,

anche tu vuoi dormire, vero?

Mentre la sera

rapisce il giorno,

tu smetti di filare,

spezzi il filo,

dove, non conta,

e di un nuovo ospite

divieni compagna

fino a domani... poi,

ricomincerai a tessere

bianchi sudari

per chi ti vorrà come amante

di una notte perenne.

 

 

 

PIANTO DI POETA STANCO

 

Ho finito le parole

ed i colori,

bianchi, neri e sfumature.

Ho smesso di pensare

che la luna

amata avesse un sorriso

per me soltanto.

Ho lasciato che il tempo

mi spogliasse dei sogni,

ed ora piango

mentre vedo l'inchiostro

contorcersi sul foglio

che a sua volta piange

lacrime scure.

Ho gettato per terra

l'alloro... che importa?

Non ci sono più parole

sulle foglie.

 

 

 

PREGHIERA

 

Gridano le anime della notte

ferite dalla luce insistente,

la gioia di vivere cade

come una mannaia sul collo

e promette dolci primavere...

Per colui che gode del gelo

e delle foglie accartocciate

possono esistere anche fiori

dai mille colori,

ma non gettategli sorrisi

come pioggia,

lasciate che il tuono

squarci il velo sul suo cuore

e non raccogliete in catini

d'oro il sangue...

Lasciate che si crogioli

in notti eterne,

che gli abissi oscuri

gli fiacchino le membra

con sferzate di vento freddo...

Lasciate che viva la sua morte,

lasciatelo ribelle

impiccato alla sua corda

di tristezze,

lasciatelo penzolare

nella sua danza estatica

mentre voi, miei signori,

gli augurate "Buona giornata".

 

 

 

PENSIERI D'ACQUA

 

Affondata nella vasca,

l'acqua sotto il naso

sale lentamente;

io distesa guardo

il soffitto bianco e

le piastrelle alle pareti

azzurre come un'onda

improvvisa mi travolgono.

 

Scorrono i miei pensieri

più veloci dell'acqua

dal rubinetto, e veloce

batte il cuore, pulsa

nelle orecchie, più forte

fino a sfondarmi i timpani,

soffoco e annego

nei miei pensieri d'acqua.

 

 

 

NELLA PUBBLICA PIAZZA

 

Condannano di venerdì

nel borgo solitario,

accatastano la legna

dall’alba al tramonto

per lo spettacolo di sera.

C’è festa e gran fermento,

le comari con le uova

e i bimbi allegri

nella pubblica piazza

solo la strega nella torre

né esulta né tace.

Il carro è pronto,

il boia ha preso posto

di torcia armato:

corre verso il cielo una fiamma!

Fugge l’anima empia

a volute, come fumo.

Tra i nodi del legno

bruciato, tra cenere

argentea scava

la mano inquisitrice.

Ora cerchi la verità?

Dopo il rogo nella pubblica piazza,

dopo i gemiti e le grida

del corpo arroventato

che la grazia non poté trovare,

dopo le fiamme nella notte

ora cerchi la verità?

Dillo davanti a tutti,

nella pubblica piazza

quale oro cerchi,

mercante d’anime,

dillo che non la strega

ma la tua rispettabile carcassa

doveva rischiarare la notte.