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16 ottobre
( Marco Milani )
Cielo plumbeo
sopra vecchie case
dai tetti cadenti.
Come un mantello di noia
ad ingrigire giornate
scadenti di per sé.
Fiaccola smorta
in alto, appena visibile
tra strati sfumati
di un inizio d’autunno,
non scalda il corpo
non scalda l’anima.
Inferriate arrugginite,
come siepi dell’inferno
dalle geometrie scomposte,
sembrano per cadere
al primo alito di vento.
Scheletri di fine secolo.
È un 16 ottobre,
un giorno qualsiasi,
non è fine a se stesso.
Ma niente nel niente,
forse neanche un momento
per cui vale la pena ricordarlo.