| www.domist.net letteratura - poesie |
Lei
( Marco Milani )
mio introverso amico
così come mi han detto,
seduto sul cesso
con Lei a terra, lì,
vicino ai tuoi piedi.
Non ho potuto vederti,
un ultimo saluto,
non me lo hanno permesso.
Ti ho immaginato
con la testa riversa,
le braccia molli
e sfiorare il pavimento.
Un sacco di merda
si presentava meglio,
così mi hanno detto.
E Lei, lì,
immobile ai tuoi piedi,
lucido metallo
macchiato di sangue rappreso,
come una moneta nel fango.
Ti ho immaginato
a guardarla,
a parlarle,
a fissarla come un idolo sacro…
sacrilego.
Che cazzo ti ha detto
per convincerti ad usarla,
quella stronza
di una lametta da barba?