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ALL  INCLUSIVE

( Viviana Boselli )

 

 

 

Per quanti sforzi facessi, non riuscivo a ricordare il viaggio in aereo e i successivi spostamenti. Rammentavo perfettamente ogni preliminare: la progettazione della nostra vacanza, la prima dopo tanti anni di ristrettezze economiche; i preparativi; il viaggio in taxi fino all'aeroporto; la lunga attesa per il check-in; l'imbarco. Ma poi, lo spazio-tempo tra il decollo e l'arrivo al villaggio nell'isoletta dell'atollo di Raa delle Maldive, si raggrumava in un unico punto indistinto, come se la mia mente si fosse posta in una prospettiva di infinito.

E dall'infinito tornavo all'usuale senso prospettico spazio-temporale focalizzando una serie di camerieri smilzi e scuri, che con ammirevole disinvoltura fluttuavano in gonnelloni cangianti nella reception del villaggio, e sorridendo ci porgevano salviette fredde bagnate.

Il caldo l'avevo sentito tutto all'improvviso, anche Tommaso e i bambini erano sudati, e ridevano nel vedermi così frastornata.

"Lo sai" mi aveva sussurrato Tommaso, accarezzandomi lieve la guancia "devono essere stati gli ansiolitici che hai preso per paura dell'aereo ad intontirti! Hai dormito tutto il tempo."

"Ma il viaggio, com'è stato, com'è andato? E voi, bambini, vi ricordate qualcosa?"

"Non mi ricordo!", "Non mi ricordo!" avevano detto prima l'uno e poi l'altra,  frizzanti di risatelle che erano dolce musica alle mie orecchie. Volevano prendere in giro la loro mammina smemorata, non erano forse bambini?

"Tutto bene, non preoccuparti, te l'ho spiegato, eri talmente istupidita che non ricordi nulla!" Aveva ripetuto Tommaso.

"Ma dopo? Il tragitto in idrovolante, com'è che non ricordo neanche quello?" Avevo chiesto ancora, non soddisfatta.

"Credimi, è andato tutto bene, va tutto bene, stai tranquilla!" Lo sguardo verde e grigio di Tommaso era limpido, liquido e ipnotico. Avevo smesso di fare domande.

 

Ci avevano accompagnato al nostro bungalow. La luce del sole, riflessa dalla sabbia fine e bianca, ci abbagliava. Solo dopo un graduale adattamento era possibile guardarsi in giro e cogliere la bellezza del luogo: la spiaggia in apparenza sterminata, dove il mare turchese e trasparente ondeggiava dolce fino al blu cupo delle profondità oltre il reef; la vegetazione a tratti fitta, senza fiori; il silenzio interrotto solo dalle strida dei corvi, che isolati scorgevamo qua e là.

Addentrandoci in vialetti sabbiosi, eravamo giunti al bungalow, funzionale ma elegante, con bottiglie d'acqua sui tavolini, come da contratto "all inclusive". Le valigie? Sarebbero arrivate, ci aveva assicurato uno dei maldiviani che ci scortavano. E infatti, come per magia, le avevamo trovate in camera, più tardi, stranamente annerite, quasi ricoperte di carbone.

Avevo mostrato a Tommaso le dita nere di polvere, ma lui aveva scosso la testa ridendo, lascia perdere, amore, vieni a vedere il mare, sì, era bellissimo, sguazzavamo tutti nell'acqua tiepida, i bambini ridevano, Tommaso mi baciava con trasporto, io lo desideravo come non accadeva più da tanto, troppo tempo.

Trascorrevamo giornate idilliache, tra bagni di mare e di sole, colazioni, pranzi, cene, risate, giochi e amore. Gli altri ospiti del villaggio non parlavano la nostra lingua ma idiomi sconosciuti. Mi era parso, alcune volte, di vedere Tommaso che scambiava occhiate di intesa e persino vaghi cenni con alcuni di loro, ma forse era stata solo una mia impressione, non gli avevo chiesto nulla e non m'importava, del resto, non avevamo bisogno di altra compagnia, stavamo così bene tra di noi, come non era più successo da mesi, forse anni.

 

Certo, i pesci delle Maldive erano particolari: stupendi, coloratissimi,  tanti e d'aspetto sempre diverso, e stranamente noncuranti di noi quando, attrezzati con maschera e boccaglio, ci lanciavamo al loro inseguimento per osservarli meglio. Invece di nascondersi nei coralli, come capitava ai Caraibi, dov'ero andata con Tommaso in viaggio di nozze, stavano fermi ad aspettarci, si facevano guardare e quasi toccare, come se non percepissero la nostra presenza.

"Si vede che sono proprio abituati ai turisti!" Mi aveva detto Tommaso, ridendo.

Un'altra cosa bizzarra era che il villaggio fosse sorvegliato. Un giorno, mentre da sola tornavo al nostro bungalow, avevo sbagliato strada, finendo in un largo sentiero di sabbia grigiastra; subito ero stata fermata da cinque o sei maldiviani in abiti militari (senza armi, mi pareva), che, sorridenti e cortesi ma assai decisi, mi avevano indirizzato sulla strada giusta: "No, madam, you cannot go there, no di qui, altra strada per bungalow, di là!"

Cosa c'era oltre il sentiero grigio, e perchè la presenza dei militari? Che motivo c'era di sorvegliare il villaggio, se sull'isola non c'era null'altro, e intorno a noi solo il mare?

Avevo provato a perdermi un'altra volta, in un altro punto, sempre nei pressi del sentiero grigio, immergendomi nella vegetazione, e di nuovo i militari, spuntati come dal nulla, sorridendo mi avevano quasi sospinto via. "No madam, no qui!"

Tommaso diceva "Ma no, non saranno certo militari, avranno delle divise da inservienti, si occuperanno del generatore o del dissalatore, perchè ti fai queste paranoie? Vieni qui, goditi il sole, il mare, gioca con i bambini, non pensare ..."

Ed io avevo smesso di pensarci. E il tempo era trascorso, con un continuo inanellarsi di attimi felici, avevo perso il conto dei giorni, finchè ci avevano detto di prepararci per la partenza.

"La partenza? Dobbiamo già tornare?" Avevo chiesto, trasognata, al capo villaggio.

"Sì, dovete andare, partirete stanotte, a mezzanotte passiamo a prendervi. Fatevi trovare pronti fuori dal vostro bungalow."

 

La notte era calata all'improvviso e stavamo lì, fuori dal bungalow, silenziosi e inquieti. Le valigie stavano accanto a noi, ma perchè erano di nuovo annerite dalla polvere? Le avevo spolverate e lavate prima di svuotarle, lo ricordavo perfettamente. Non avevo chiesto nulla a Tommaso, che guardava un punto per terra davanti a sè, teso e serio, con la mascella contratta. I bambini guardavano il cielo stellato, era meraviglioso, che cos'è quella luce rossa, mi chiedevano, non so, forse Marte, poi Tommaso si era come risvegliato, mi aveva abbracciato mostrandomi il quarto di luna brillante, e la curva della superficie lunare in ombra, nettamente percepibile nell'atmosfera così limpida.

Era arrivato un pullmino azzurro. Si era fermato davanti a noi, e ne erano scesi dei maldiviani vestiti con delle strane toghe bianche, luminose come i loro denti che balenavano negli usuali sorrisi. Tommaso mi aveva stretto la mano, di nuovo nervoso, mentre prendevamo posto accanto agli altri ospiti. Alcuni avevano l'espressione cupa di Tommaso, oppure assente, o triste (non erano forse gli stessi con cui Tommaso aveva scambiato sguardi e cenni d'intesa nei giorni precedenti?); altri erano solo assonnati, o stupiti e perplessi, come me.

I maldiviani non avevano caricato le nostre valigie.

"E le valigie?" Avevo chiesto.

"Valigie, sì, valigie!" Due di loro si erano dati una gomitata, ridendo.

"Valigie dopo, madam, as you like it!" Aveva detto un altro, salendo con un balzo in fondo al pullmino e chiudendo con un colpo secco il portellone.

Mi ero guardata in giro con aria interrogativa, ma tutti, in un modo o nell'altro, parevano evitare il mio sguardo.

Il pullmino ormai procedeva sulle stradine sabbiose. I bambini tacevano e guardavano fuori; Tommaso, ad occhi chiusi, farfugliava qualcosa a fior di labbra, sembrava quasi che pregasse.

Come ormai immaginavo e temevo, avevamo imboccato il famoso sentiero grigio. Il pullmino, dopo un tempo molto breve o molto lungo, si era fermato in mezzo ad una strana distesa di roccia grigiastra, anzi sotto i piedi sembrava sabbia compatta, ma come mai ero a piedi nudi, che fine avevano fatto le mie scarpe?

La distesa era infinita, non si scorgeva nulla e nessuno a vista d'occhio, persino molti ospiti che avevano viaggiato con noi sul pullmino erano misteriosamente spariti, ed anche i maldiviani. Più avanti, delle rocce bianche spuntavano dal terreno, e avevano strane macchie nere in cima.

Tommaso era accanto a me. Mi aveva messo un braccio sulle spalle.

"Cosa facciamo qui?" Avevo chiesto.

"Non hai ancora capito?" Mi aveva domandato, sorridendo e stringendomi a sè.

"No!" Ma era vero? Cos'era quella paura che mi attraversava, squassandomi come una corrente inarrestabile?

"Guarda!" Tommaso mi aveva indicato un punto nel cielo. Come in un  cinema con effetti speciali, avevo visto un'immagine prendere forma e colore davanti a me nello spazio.

Vedevo l'interno di un aereo: lo riconoscevo, era il nostro aereo del viaggio di andata alle Maldive. Tommaso leggeva, io e i bambini dormivamo tranquilli. Poi c'era una fiammata spaventosa nell'aereo, ed improvvisamente la scena cambiava, dall'esterno vedevo l'aereo schiantarsi contro una parete rocciosa, chissà dove e chissà quando, ed esplodere in una palla luminosa da videogioco, che rapidamente si dissolveva nel buio.

Avrei voluto urlare ma non ce la facevo. Non riuscivo nemmeno a muovermi. E guardandomi intorno, mi ero trovata vicina alle rocce bianche, scoprendo che erano le lapidi di uno sterminato cimitero, e le macchie nere erano tanti corvi appollaiati,  immobili.

"Tu ... lo sapevi?" Avevo chiesto a Tommaso, piangendo, ma dov'erano le lacrime?

"Sì, amore",  mi teneva le mani ma sembrava che scivolasse via, "voi dormivate, non vi siete accorti di nulla, ma nemmeno io ho sofferto, è durato così poco, così orribile ma rapido, dopo siamo stati bene insieme, non è vero?"

"Dove sono i bambini?" Con angoscia mi ero accorta che non erano più accanto a noi.

"Sono già andati, non aver paura ..." La voce di Tommaso, ormai lontano, era svanita. E la percezione dell'irreale realtà si affievoliva nel vortice di luce che prendeva a ruotare intorno a me; la paura cedeva  ad una greve stanchezza mentre finivo di interrogarmi sul mistero di quell'ultima, ultraterrena felicità, dell'estremo e immortale atto d'amore di Tommaso e di tutti gli altri che già sapevano e avevano taciuto, e mi ero sentita trascinare dal turbine abbacinante verso cosa e dove non capivo, il buio avanzava, il buio ... nella ... luce ...