| www.domist.net racconti opere other |
Sguardo dal ponte
( Enrico Mattioli )
Sono fuggito. Di gran carriera. Tra le montagne, dalla ringhiera un po’ arrugginita di questo ponte, me ne sto a fissare la vegetazione rigogliosa che mi lubrifica dalle scorie metropolitane. L’aria è più fina – com’è ovvio – e ho voglia di lavarmi i denti. Il tempo s’annulla, il metabolismo rallenta e non so se questo è un bene…
In fondo al mio orizzonte c’è un’altura dove i pastori portano i greggi e più in basso delle abitazioni in pietra e legno, sparse intorno alla collina in modo naturale. A metà tra l’altura e il ponte, c’è un canale idrico sopraelevato e sotto di me – da dove io mi trovo – scorre il fiume. Un pescatore è lì da prima che io giungessi e continua a riavvolgere il filo della sua canna.
Lungo il fiume, tra gli orti e i canneti, un infinito filare di pioppi ne costeggia il letto fin oltre le catene di monti dove il mio vedere lascia il passo alla fantasia. Il pensiero alleggerisce, s’attenua il palpito, e m’arrivano le note della banda che prova per la festa serale del paese. Sul cellulare, news di cronaca e fatti di maggior rilievo, oltre che messaggi di affannati colleghi e persone amiche prese nella morsa della propria angustia.
Dalla ruggine di questo ponte avverto quanto tutto appare privo di senso e ho un bisogno nevrastenico di lavarmi i denti.