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Letteratura e Pace - Intervista a Marco Milani di Elisabetta Bilei Cosa rappresenta per te "letteratura e pace"? Un connubio tra i miei interessi di sempre. Un insieme che si venuto a concretizzare e sviluppare naturalmente da quando sono con partito con il sito che gestisco, DOMIST.net e a mano che si è evoluto. Da sito quasi individuale, con i vari amici-colleghi incontrati strada facendo è divenuto un portale letterario con tanto di redazione, rivista, home personali, spazi ‘free’ per libri, ebook, articoli, recensioni e quel che ci può stare. Parallelamente, con Peacelink come primo ‘contatto’ di pace, si sono sviluppati rapporti anche di collaborazioni impegnate (vedi il proposito editoriale da cui è uscito ‘Noir No War’ pro Emergency, il mio primo edito con i diritti ad Amani e l’ultimo, aderendo al progetto di Greenpeace come libro ‘amico degli alberi’) con Emergency, Amani for Africa, Medici senza frontiere, Amnesty, Greenpeace per citare alcune tra le associazioni più conosciute. Resta la speranza che un giorno il tutto si riduca, per mancanza di ‘guerra’ e quindi senza il bisogno di ‘pace’, alla sola letteratura. Un tantino utopica, sta ultima frase. Non Credi? Si scrive per essere letti o per leggersi? Si scrive per scrivere, per leggersi, per essere letti. Cambiano, credo, i tempi in cui le tre cose assumono primarietà nella testa di ognuno di noi. Di me ho sempre detto: scrittore per hobby o per il bisogno fisiologico di mettere pensieri su carta. Continuo a dirlo, più per scaramanzia che per altro. Credo di essere caduto nel circolo vizioso della terza categoria: gran brutta cosa. Spero di disintossicarmi presto e tornare alla prima, molto più sensata.
Se l'ispirazione fosse per te una stagione, quale sarebbe e perché? Bella domanda. L’ispirazione è una stagione a durata variabile, dal breve momento di creazione a tempi di durata indefinibile. Di certo è una bella stagione, come tutto ciò che è creazione rientra a mio parere nella definizione ‘bella stagione’. Quindi: primavera. Nella versione ‘classica’ che conosciamo o conoscevamo.
'NOIR NO WAR' è più un urlo di pace o un pianto contro la guerra?
Noir No War è sia l’una che l’altra definizione, come le due facce della stessa moneta, inscindibile nella sua dualità. Qui la moneta avrebbe dodici ‘facce’ d’autore, tredici contando l’editore. Il risultato del progetto è stata quest’opera letteraria multiforme e qualitativamente favolosa - anche se il mio può risultare un parere di parte, basta leggere i nomi dei 12 per essere d’accordo con il sottoscritto – dove qualcuno urla, qualcun altro piange, tutti scrivono, e lo scopo comune è aiutare Emergency. Quel poco fattibile…
Chi approda a DOMIST.net trova un'oasi di...?
Trova del casino. Siamo sempre in ritardo, in compenso lo disponibilità c’è sempre. Finora hanno pubblicato da noi 169 autori per oltre 760 opere in italiano, più 97 tra italiani e stranieri per almeno 400 opere tra le varie lingue. E libri, ebook, notizie, articoli ecc. Alla fine l’organizzazione non è poi così male considerando l’amatorialità assoluta dell’insieme, e il sito ha dato poi il via a parecchi progetti e collaborazioni incrociate tra le varie ‘entità’ che vi bazzicano intorno: autori, siti, editori, associazioni.
Il tuo nuovo libro s'intitola 'IL GUERRIERO DI LUCE'. Vuoi spiegare al pubblico cos'è un libro 'fanta-zen'?
E’ un libro incatalogabile nei parametri soliti di genere. Fantazen è venuto così, all’editore. Non ho idea se esiste come definizione.
Il libro tratta un’esperienza personale che è il risultato di una vita di ‘orientalità’ - svariando dalla meditazione, allo yoga, alle arti marziali, alle letture metafisiche e dei maestri spirituali storici – tentata da un ‘occidentale’ che per alternativo possa essere l’occidentalità ce l’ha genetica. Il fanta a completare lo zen è la mia tendenza letteraria di sempre, andando alla fine del lavoro ad avere un testo ‘occidentalmente’ comprensibile. Ok, la verità è che mi sono lasciato prendere la mano e ho romanzato il tutto per dargli un po’ di verve. Pare sia venuto bene, a quanto mi dicono.
C'è ancora bisogno di sognare nel mondo? Può un libro cosparso di fantasia aiutare a farlo?
Il mondo è un sogno. Noi siamo i sotto-sogni del sogno e non facciamo altro che sognare, sempre, al limite sostituendo un sogno ad un altro, sperando in un sogno migliore e via di questo passo a furia di ripetizioni e frasi fatte.
Un libro? Leggere è solo un modo diverso per sognare. Un gran bel modo.