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Nicola Testoni.
Giornalista “Resto del Carlino”
febbraio 2006
Intervista a Marco Milani:
Quando e perchè ha cominciato a scrivere?
Scrivo credo da sempre, ma con una certa costanza dal 90/91,
e tentando di dargli un senso ’editoriale’ da circa quattro
anni. Di solito succedono fatti che danno il là a dei
meccanismi mentali, per me è stato il leggere una serie di
romanzi ‘illeggibili’, nel senso che ho inanellato una serie
di libri scritti malissimo o con trame bruttissime, di
autori anche noti, che mi ha generato un ‘pensiero forma’:
se scrivono e pubblicano questi posso farlo benissimo
anch’io.
Che cosa racconta il suo libro 'Sognando e
dintorni'?
Per il libro d’esordio ho raccolto insieme dieci racconti di
genere fantastico e sf scritti nell’arco di una decina
d’anni. Scelta logica di non includere il genere horror e
fantahorror (base portante di HSF, il mio secondo edito)
tenendo conto che il libro è nato anche come progetto con
Peacelink per aiutare Amani for Africa devolvendone i
diritti d’autore.
Quanto c'è di vero in ciò che narra?
Luoghi e personaggi certamente, non sempre ma quasi. E’ più
facile descrivere ciò che si conosce, pur con una fervida
immaginazione, e anche il fantastico diventa molto più reale
specialmente se si vuol scrivere trattando fantascienza.
Spesso sono veri anche i primi spunti su cui sviluppare la
trama, per cui o da un sogno o da un fatto che mi accade
durante la giornata parte tutta una serie di elaborazioni da
associare poi in un racconto, magari infilando dentro una
delle caratteristiche oramai classiche della letteratura
fanta, dai viaggi nel tempo ai vampiri, dagli angeli ai
rapimenti alieni e via così.
Quali generi letterari preferisce?
Per quanto riguarda la narrativa è quasi un assoluto viaggio
anomalo: orrore e fantastico, fantascienza e connettivismo.
Mi scappa qualche noir. Per il resto rimaniamo nel settore
dell’alternativo: ufologia, misteri, archeologia spaziale,
parapsicologia, storia alternativa, metafisica… pochissimi
extra, da Terzani a Giobbe, che tra l’altro hanno molto poco
in comune ma sono insieme sullo scaffale della mia libreria
appositamente dedicato al ‘resto’. Autori preferiti: Tolkien,
Asimov, Brooks, King, Barker, Lovecraft, più tutta una serie
infinita di (purtroppo) poco conosciuti.
Secondo lei, quali spunti può offrire il
Polesine ad uno scrittore?
Di caratteristiche ‘fisiche’ ne abbiamo a bizzeffe, dai due
fiumi, ai siti archelogici, alle ville palladiane solo per
fare alcuni esempi. Abbiamo la storia: dai carbonari ai
rastrellamenti. Abbiamo i personaggi, tutta la tipologia
classica da ‘pianura padana’. Ci sono i racconti dei nostri
nonni. Abbiamo i mostri locali (vedi Homo Saurus) e gli
avvistamenti Ufo. Abbiamo il quotidiano svolgersi della
vita… Da noi si trovano gli stessi spunti di un qualsiasi
altro luogo, non credo conti molto il posto ma chi scrive.
Il suo sogno nel cassetto?
Passati i quaranta i sogni calano drasticamente e al momento
non ho esigenze particolari. Mi basta la tranquillità, star
bene e magari, senza troppe pretese riuscire a sviluppare
discretamente anche solo qualcuno di tutta la miriade di
progetti che ho in giro.
Quale stagione della sua vita sta vivendo?
Un periodo abbastanza pieno. Troppo pieno oserei dire. Ora
sono piuttosto impegnato su un insieme di cose che posso
sintetizzare in ‘Letteratura e Pace’. A parte lo scrivere,
gestisco un sito letterario (
www.domist.net ) comprensivo di un Progetto
Internazionale che fa capo a entrambe le categorie che mi
interessano. Localmente abbiamo un’associazione (
www.domist.net/ilfiume ) e
con una serie di contatti in rete stiamo studiando tutta una
serie di consociazioni costruttive. Con un’altra
associazione culturale di Gubbio stiamo tentando di mettere
su una casa editrice ‘alternativa’ (
www.chiaralunaedizioni.it ).
Impegno solo letterario è invece Libromente, che è la fiera
del Libro a Rovigo e stiamo cercando di portare a casa la
seconda edizione che sarà il 20/21 maggio. Aggiungiamo una
prima edizione (tematicamente non ancora ben definita) verso
ottobre da portare a Fratta Polesine, grazie all’accordo con
i ragazzi della biblioteca che sono belli carichi e pieni di
idee. A priori sono convinto che verrà una gran cosa.
Che valore ha per lei la scrittura?
In un unico termine che contiene tutte le possibili
spiegazioni: libertà.
Lei è un appassionato di musica, vero?
Qui ci sarebbe da parlare per mesi… non è l’occasione. Direi
di sì, anche se sono molto selettivo e di gusti difficili.
Sono un’hard rocker cresciuto musicalmente negli anni 80 e
adesso continuo a essere musicalmente ‘contro’.
Come descriverebbe la società italiana di
oggi?
Lo specchio degli italiani di oggi (senza bisogno di
ulteriori commenti).

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