|
Intervista di Roberto Guerra
D- Connettivismo e fantascienza: allora
esiste la fantascienza italiana! Mi fai una quadro rapido?
Connettivismo è un'aggregazione di menti, di sensibilità. Un
Movimento d'avanguardia memore di alcune significative
avanguardie del secolo scorso come il Futurismo,
Cubofuturismo russo, Surrealismo, Crepuscolari, ma anche
Cyberpunk (e qui la pulsione verso la Fantascienza), il
tutto condito da passione per le nuove matematiche e teorie
fisiche, dall'approccio verso la cibernetica, e anche
esoterismo e filosofia. Il nostro intento era dare una
rinfrescata all'ambiente nostrano della sf, e direi che ci
siamo riusciti. Definiamo anche come un’entità senza ‘paletti’,
aperta, una specie di “open source letterario”, usando la
terminologia del cyber-Battisti.
D- Due antologie e una casa editrice
neonata...
Anche qualcosa in più, possiamo dirlo. Alle due antologie
connettiviste già pubblicate se ne aggiungeranno altre due a
breve, una ‘oscura’ curata da Sandro Battisti, intrigante e
innovativa (molto probabilmente un grosso nome andrà anche a
supporto dell’opera, integrandola ulteriormente in qualità)
e l’altra ‘poetica’ a cura di Alex Tonelli che raggrupperà
una delle tante facce e particolarità insite nell’insieme.
Senza contare che per il concorso Diversa Sintonia, che
formerà poi il terzo il volume della neonata EDS, il
vincitore è stato un connettivista e altri tre nel novero
dei racconti migliori, tanto da dover predisporre
appositamente la sezione connectiv-zen.
Per le case editrici, invece, è bene ricordare la già
presente Kipple del connettivista Kremoncini e la Cagliostro
Epress, molto vicina al gruppo grazie a varie interazioni di
connettivisti a sceneggiatori di relativi progetti
fumettistici sf.
D- Quali i più grandi della Science-Fiction
mondiale nella storia?
Domanda per una risposta molto personale… di certo ogni
connettivista avrà i propri paladini, frutto di anni di
letture e diverse esperienze. Bruce Sterling so per certo è
il preferito di Sandro Battisti, come Dick è il numero per
il ‘premio Urania’ De Matteo. Io al momento adoro Zelazny,
ma ho avuto il periodo Asimov, Clark, Farmer eccetera. La
lista dei ‘grandi’ non si può ridurre a pochi nomi.
D- E per il ‘Futuro’?
Direi movimento open source sempre e comunque, evoluzione a
tutti i livelli letterari e artistici, integrazioni e
collaborazioni. Che la staticità, i limiti imposti o le
regole troppo restrittive pongono ostacoli alla creatività.
E stiamo sul vago… che il futuro è ‘futuro’ proprio per
questo motivo.

|
|