IL MATTINO DEI MAGHI



"...ora so che era lo schiudersi di una porta su una
stanza immensa, ancora adesso per lo più intuita. I
sottili capillari delle connessioni che riesco ad
intravedere mi lasciano spesso dei brividi, una sorta
di guida a ciò che sento premermi addosso, a cui ero
sordo ma non insensibile..."




La nuova fase. Percepita come perversione del corrente modo di vivere. Ed è musica, a quel punto. Musica che distorce l'udito entrando dentro, molto dentro. Fino al kernel della propria anima. Dove può fondersi con essa, far corpo unico. E da lì uscire di nuovo, per irradiarsi nell'universo. Nero. Infinitamente nero. Quell'universo è inteso come una trama. Fitta. Imperscrutabile ai più. Io lo sentivo fremere, agitarsi sotto il mio corpo, divenire la mia quintessenza, il mio veicolo per trascendere la vacuità usuale.
Eri lì.
Tra quegli orditi. Poesia fissata nei miei sensi. Sguardi. Le anime intrecciate, come mai avevi sentito.
Eri lì. E risucchiavi le mie forze. Le agitavi. Tutto l'immondo immateriale intorno si agitava e generava poesia. Mi sentivo decisamente nuovo, diverso.
Le parole sono poche. Forse più le immagini potrebbero illuminare il buio di comprensione che posso suscitare.
Collegati.
Collegati…
Infila il cavetto e collegati… Per recedere ai primordi. Fino alle origini del tuo alito vitale.
Collegati.
E osservati mentre fuoriesci quasi totalmente. Dal tuo guscio scomodo. Mentre sono ad anni luce di distanza e ti guido - protocolli obsoleti.
Rileggiti quelle parole, ora. Riascoltale sussurrate in fruscii come dette nell'acqua ed entra nel loro significato visuale. Penetrale. A fondo.
Nel profondo della loro esistenza. Attraverso i flussi dalle mie mani.

I ricordi sono esistenza, ora. La melma dimenticata aiuta ad essere più vigorosi perché, il passato, è soltanto un eterno presente perpetuato accanto a noi - osservalo sul visore craniale, mentre lo senti scorrere in te. Rumori di calpestii elettronici. Dissonanze. Un perfetto maglio emozionale diretto verso gli altri affronta anche te. Ne bevi a piene sorsate.
L'universo oscuro è pienamente fuso dentro te. Il mattino dei maghi sta per sorgere e puoi prevederlo con anteprime percettive proprio lì, in quella cache dimenticata.
Il mattino dei maghi.
Il momento lungo millenni, cui tu appartieni.
Puoi scollegarti.
Puoi scollegarti, ora…

Sei l'entità giusta, lo sai ormai. La musica continua a crescere, è serrata; i nodi del tuo cammino sono un delizioso tappeto su cui puoi rollare i sensi. E lanciarli a folle velocità verso l'infinito. Preceduto soltanto dal rumore rovente del flash. Attraverso i flutti psichici…
Davvero tuoi ora.