SWEET DREAMS |
Il ricordo di droghe alchemiche lo sopraffaceva. Completamente. Gli capitava raramente, soltanto quando il regime digitale si attenuava sotto la soglia di esistenza, poche volte all'anno. Quando gli psicotropi digitali dileguavano la sua consistenza corporea e la percezione di sé diveniva labile. Si accorgeva allora di avere una predilezione per l'etereo, nuova eppure sempre presente, antica.
Le droghe alchemiche erano a contatto, si diluivano immediatamente nelle cellule sanguigne rompendo i legami bioelettrici delle sostanze precedenti. La visione che ne scaturiva era, per pochi istanti, dissonante. Il corpo, il legame terreno, si dissolveva quasi totalmente, lo lasciava in preda a convulsioni interminabili che il suo spirito sembrava sorvolare dall'alto, immerso com'era in un torpore di indifferenza senziente. La morte era nascosta di soppiatto dietro l'angolo, lo sapeva, lo sentiva. Nemmeno quella nozione sembrava spaventarlo. Preoccuparlo. Interessarlo.
Era. Completamente. Immerso. Dentro se stesso.
Infinitamente racchiuso a riccio.
Indolente. Impegnato nell'estrema fatica di comprendere ciò che lo circondava attraverso i suoi sensi interiori. Divertito nell'osservare quanto la fatica si tramutasse velocemente in facilità.
Con distacco ultraterreno percepiva transitare, sulle piste di bioconduttori disseminati all'interno del suo catartico organismo, le cariche elettriche destinate a dare sostentamento corporeo. Erano discontinue, interrotte. Lente, soprattutto.
Il sapere alchemico sovrastava. Regnava.
Il sapore era un lontano senso da lasciare in sospeso - inutile.
Poteva caracollare da un momento all'altro sulla strada. Si rese conto di ciò mentre attraversava il nastro d'asfalto, guidato dall'istinto verso un luogo arcaico dove esistevano sacche di resistenza psichica. Fu incauto. Scioccamente non si avvide del mezzo che stava transitando a velocità elevata. Fu falciato. Incredulo si accorse di essere vivo, di non provare dolore. Poi la comprensione alchemica fece il resto.
Era già morto. Era morto ancor prima di essere falciato. Ancor prima di attraversare. Il regime di droghe digitali cessava perché il suo organismo collassava. Si disfaceva.
Puro delirio senziente. Ultraterreno. Aveva già avuto sentore di come potesse essere il distacco dalle percezioni terrene, ma mai si sarebbe immaginato la piena potenza di essere nell'aria, la possibilità di percepire tutto quanto accadeva, o poteva accadere.
Comprese che la droga più potente l'aveva avuta dentro sé, seminascosta per anni interminabili, infiniti, insulsi: alienare l'esistenza legata al corpo per tendere al suono le sottili corde della Sophia.
Bit.
Stringhe infinite.
Balugini in dissolvenza che ancora continuavano a trasmettersi dopo l'agonia verso qualche server anonimo. Trecento anni di vita prolungata artificialmente si esaurivano in quell'istante. L'ultimo tossico del mondo Precedente era finalmente spirato, dopo un'esistenza passata a sperimentare insistentemente ogni tipo di sensazione dopata.
I mondi esterni sono tutti legati tra loro, in qualche modo. Ora basta soltanto interpretare il database che li ha registrati…