IL COLLAUDATORE |
<< ... Che ora sarà adesso? Dovrei essere vicino alla fine di questo turno di prova, non vedo l'ora che finisca!
Che succede?
Perché il visore si è spento? Hanno forse staccato la spina dal mio casco?
No, forse hanno staccato la presa anche dalla mia tuta, non sento più le stimolazioni!
... No, certo, deve essere un black-out!!
Mi sembra di aver fatto la fine del topo, mi sento in trappola!
Questo vuoto che improvvisamente si apre in me... Che discesa che sto facendo, giù, sempre più giù e poi... Quando finirà?
Mi pare di essere sulle montagne russe, o forse, è di nuovo un'illusione virtuale...?
No, non è un'illusione virtuale, è ancora tutto spento, è proprio un black-out questo. Chissà quanto durerà?
Quanto durerà?
Quanto durerà?
E' un'angoscia che non mi deve rapire sennò, io lo so, mi conosco, sono capace di farmi prendere dai pensieri più strani, dai cali d'umore più violenti... Già li stavo subendo un attimo fa.
Devo pensare solo a quando uscirò da questo maledetto incubo, a quando ritornerò a casa; chissà cosa avrò per cena...?
Forse neanche in quello riuscirò ad appagarmi, neanche lì sarò soddisfatto: è tanto che non riesco a sentirmi soddisfatto.
La mia famiglia, sì, quella ormai è dissolta. Se non fosse per quella brava domestica che mi prepara le cose più importanti... Chissà, forse è ora di darle più soldi!
Sarebbe anche ora che mi decidessi a trovare una nuova sistemazione, una nuova 'casa', nuove motivazioni... Sto invecchiando, non sono più tanto giovane!
Ma chi verrebbe mai a stare con me? Quella che ci stava scappò appena mi capì a fondo, tutta quella paranoia che le trasmettevo l'ha fatta fuggire, maledetto me in fondo al mare... Proprio lì avevo deciso di finire e non ce l'ho fatta, non ce l'ho mai fatta.
Certo, sentimenti di codardia, mi dissi subito per tentare di giustificarmi ma non mi sbagliavo, no, non mi sbagliavo. Ero così inconcludente allora!
Zitta coscienza, non ti voglio sentire. Non ti voglio sentire, capisci? Questa voce così insinuante me la sto inventando io, non è vero che sono tuttora inconcludente... Non ho una famiglia, è vero, però ho un buon lavoro, remunerato... Che però, è vero, voglio cambiare, ma è solo per stanchezza, per...
Non ci riesco, non ci riesco più, ed io lo so. Mi si sta logorando il sistema nervoso, non riesco più a capire dove finisce la realtà e dove comincia la virtualità, non capisco più se è mattina o sera, se sono stanco o meno, se sono a casa o in laboratorio.
E sono anche quello che si lamenta di più... Ma gli altri come diavolo fanno a continuare? Oddio, io sono l'ultimo arrivato!
Forse neanche qui riesco ad esprimermi, a lavorare, a vivere?
Ma quanti pensieri, ma quanti dubbi!
Possibile che lassù ancora non siano stati in grado di riparare questi stramaledetti cavi: è solo una questione di corrente, è la linea elettrica che è caduta, eppure lo sapevano che stavo provando questa nuova versione della X-20!
Senti che freddo, deve essersi spento anche il climatizzatore... Dio, che se ne accorgano anche di questo, non si può più sopportare questo supplizio.
Beh, dopo tutto anche il climatizzatore è attaccato alla rete elettrica e... Che stupido a non pensarci!
Ma tutto è attaccato alla linea elettrica, anche il mio microfono e gli ascensori che portano fin qua... Sarà il caso che si sbrighino perché non sopporto l'idea di passare tutta la notte qui.
Cosa potrei fare? Gridare?
No, non mi sentirebbero, è tutto isolato acusticamente. Ricordo che mi dissero che neanche un boato potrebbe udirsi qui dentro; e poi, è impossibile farmi vedere... Sono proprio delle gabbie da insani mentali queste, chissà quale mente perversa le ha concepite!
Debbo stare calmo, devo pensare a non infilarmi in pensieri paranoici o cupi, devo stare calmo.
Sì che è facile, sì, lo è!
Perché non riesco a togliermi dalla mente questa fissazione del lavoro, questa sensazione che non sono capace a svolgere neanche questo tipo di lavoro?
E' vero che ho cambiato tanti tipi di impiego da non ricordarmeli più tutti, ma questo cosa c'entra? Non erano quelli adatti a me!
Ma allora cos'è che è adatto a me?
Neanche io sono in grado di dirlo, sono talmente incapace che non riesco a capire qual è la mia realizzazione, ammesso che esista!
E già, il punto è proprio questo: incapacità! Me lo hanno sempre detto tutti prima o poi. Anche i miei figli l'hanno capito subito, se ne sono andati da me appena possibile e non mi hanno mai ascoltato... Ma in fondo, cosa avevo da trasmettergli?
Il vuoto, solo un enorme vuoto circondato di noia. Dopo tutto che vuoi aspettarti da uno che è sempre vestito di nero, che non socializza facilmente, che non ride più di gusto da anni, che spesso beve e fuma ed è intrattabile per le sue depressioni frequenti, che si rimbambisce sul suo lavoro tanto da non capire più dov'è il limite professionale...
Freddo, fa sempre più freddo! Bisognerebbe che adesso ci fosse un paesaggio virtuale di qualche isola tropicale!
Ma sono proprio imbecille, sono proprio imbecille a farmi condizionare così da queste macchine... Ormai mi hanno quasi ingoiato nei loro chips, balordi che sono, mi stanno tenendo prigioniero e mi stanno condizionando anche i pensieri!
No, quelli no, lo so benissimo che quelli rispecchiano fedelmente il mio intimo, la mia anima...
Oddio, come mi sento depresso!
Avrei bisogno di qualcosa che mi trascini fuori da questo stato, mi sembra di morire quando ho questa bestia dentro: vorrei bere come una spugna tanto da non capire più chi sono, tanto da non riuscire più a rispondere neanche a gesti. Vorrei affogare nei gorghi di questo malessere e sparire, sperando che nessuno si ricordi più di me!
Non ci voleva questo inconveniente, non dovevo soffermarmi a pensare così tanto di me stesso... Ora lo so, pagherò a caro prezzo questi pensieri, mi sembro così cupo da essere capace di assorbire tutta la luce esistente, per poi distruggerla dentro me, divorarla, annientarla.
Piangere? No, non mi servirà a nulla anche perché non ce la farei mai, sono così indurito da essere diventato arido come una pietra impermeabile in fondo ad un fiume.
Voglio uscire, uscire da questa posizione, uscire da questo stato, non sopporto più di essere intrappolato!
Quanto tempo sarà passato? Minuti, ore, non sono più neanche in grado di avere la nozione del tempo... Dio solo sa come fanno i miei colleghi ad avere conservato così integre le loro capacità mentali... Già, proprio i miei colleghi e non io, non è certamente un caso!
Ancora i miei fallimenti, null'altro che i miei fallimenti: casa, famiglia, lavoro, me, non riesco a ricordare una sola cosa piacevole!
Non riesco neanche a vincere questo senso, questo malessere, non ci sto neanche provando; sono solo come un cretino attaccato a questa tuta, a questo casco, a questa macchina deficiente e spacciatrice di sensazioni... Dovrebbero arrestarla, punirla, torturarla, ucciderla, disperderne le parti nello spazio. Basta!
Non ha più senso nemmeno pensare queste cose, neanche io riesco a trovare un senso a ciò che penso, a ciò che sono... Voglio solo dormire, scappare, dormire e scappare in sogni veri, liberi.
Solo dormire, scappare e dormire in sogni liberi, ariosi, pieni di luce soffusa dagli alberi, di laghetti montani, di cinguettii, di animali liberi in fuga da tutto ma non da se stessi, di persone in gita libere di respirare quel senso di purezza, di vitalità, libere di respirare, di respirare, di respirare, di respirare... ARIA!
Aria, sento che mi sta per mancare, mi sto uccidendo asfissiandomi con i miei pensieri, con me stesso, con questo dolore nel petto!
Non riesco neanche ad urlare di disperazione, non mi importa niente di morire, o di impazzire, od entrambi: aria, nulla in questa cella, nulla nei miei sogni, nulla nei miei ricordi...
Dormire in quel lago è come immaginarselo immenso e accogliente, così accogliente da non lasciarlo più!
Respirare, respiro, non più, non più.
Dolore... Forte.>>
"Ritrovato in una memoria periferica abbandonata di inizio millennio, casualmente recircuitata venti anni fa."
N.Y. 31/10/2757
Xavier De La Fosse