CODICE |
I |
Fu folgorato da una parola, un limpido lampo che si portava appresso come in una scia aerodinamica viscosa; una serie impressionante di immagini negative e sconvolgenti, immagini tutte legate a quella parola: improvvisamente.
"Improvvisamente" gli risuonava nella mente, gli rimbalzava come un elettrone in camere superconduttrici. "Suddenly i see you change" pensava fosse la frase madre, l'innesco di quella catena di immagini, per lui, archetipe, la frase che altro non era che strofa di canzone, sentimenti di un tempo andato, di un'età andata: il punto d'origine.
Tutto ciò che pensava venisse definito da "improvvisamente" credeva dovesse avere delle caratteristiche.
L'orlo di un baratro.
Un imprevisto cambio di luce, di prospettiva.
Un subitaneo risultato di un'azione.
Un rapido cambio di ritmo, di livello sonoro, in una canzone.
Un blocco muscolare, una sera, mentre all'orizzonte compariva una solitaria casa.
Rimase molto a rimuginare su quest'ultima immagine - gli piacque molto il ritorno dell'eco di quella parola, si abbandonò al suono delle lettere finali, roboanti - tanto da trovarcisi immerso, come in immensi cyberspazi. Ora le parole chiave formavano una sequenza: Improvvisamente e Immagine. La sequenza era la trasposizione grafica del suo codice interno, l'essenza di Steam che, senza essersene accorto, aveva dimenticato il suo nome fino a quel momento.
Scoprì, quindi, il terzo anello di quella sequenza assurda, apparentemente senza senso: Steam.
Fermò i suoi pensieri.
Ora aveva: Improvvisamente, Immagini, Steam. Qualcosa dalla sua anima chiamava per lasciarlo andare, per sciogliere le briglie di qualcosa racchiuso in alcune maglie imprecisate.
Imprecisate: quattro.
La sua libera associazione fece il resto. Lasciò una debole traccia sulla RAM neurale - versione Bio - fatta di capoversi sommari, di deboli segnali su cui Steam stesso sperava, in seguito, di ricostruire un albero logico relazionabile.
II |
"I giri armonici sono alti, un debole segnale fatto di fatica insonorizzata per una cavalcata infinita.
La notte sembra un orologio scarno, tutte le fotografie diventano mono toni; il cavallo appare smagrito, il cavaliere, anch'esso debilitato - pure psichicamente - bastona rabbioso il cielo rabbuiato, più precisamente, buio.
Qualche parola circola nell'aria, insignificante perché nessuno vuole prestare orecchio a ciò che potrebbe accadere oppure, solamente, perché nessuno c'è oltre il cavallo e il cavaliere.
Il simbolo del deserto.
La notte è anche lì.
Sfrugugliando tutti i desideri di magia, di antichità e di sonorità andate, ecco il responso: non giudicare qualcosa se la febbre di un gagliardetto, qualsiasi esso sia, ricopre tutte le fattezze di un'idea, soffocandola".
E poi, poco più tardi - Steam sentì la sua mente sul punto di alzarsi, già vedeva una nebbiolina leggera ricoprire il suolo - sorsero le libere idee.
Sentire brividi diffusi
salire lungo una linea vitale, dentro sé
è un terzo, quarto orecchio, occhio.
Ora salire anche con i concetti, mattoni di pensieri.
Ora salire con la forza di un ricordo, ancora brividi.
Ora scegliere un silenzio di aghi ghiaccio,
spine di dolore fittizio.
Qualcosa sta vergando con goccioline argento la notte,
solo vedere tanti punti.
Qualcuno sembra in procinto di andare, ora,
il distacco così pesante.
Qualcuno assiste a concerti inscenati nell'aria di un cubo assorto,
di un cubo accorto...
L'accortezza di non svegliarsi.
Seguito da un boato, seguito, soltanto seguito,
i movimenti diventano serrati, incomprensibili,
indicibili, inscenati, indelicati, indecenti, instabili, inadeguati.
Incauto si sta muovendo un alabastro nero
per coronare corone inesistenti
- coronare teste vuote -
- coronare teste stanche -
- coronare teste ciondolanti -
fino a che nulla polarizzi nulla,
fino a che un simbolo si disegni sulla pelle,
la pelle della luna.
Ora la luna segue il corso, tutto stravolto.
Ora la luna è simbolo di inutilità e tutte le contrazioni diventano vere...
Qualcuno è entrato nella casa e minaccia con portafogli d'immagini,
minaccia substrati di sogni amniotici, sogni acidi.
Il drogaggio è elevato.
I logaritmi possibili si materializzano
- maschere d'orrore -
davanti agli occhi di chi rimane puro.
La purezza è un danno. La purezza è regredire a bassa comunità."
III |
Un turbinio impazzito di sequenze: spot.
Istantanee che si presentavano davanti ai suoi neuroni come anime in giudizio, imprimendosi rumorosamente nella sua memoria - flash.
Poi, casualmente, una stringa di parole. Steam le lesse una per una, in sequenza sequenziale, aprendo nel suo visore mentale l'incartamento - prezioso - che nascondeva l'archivio. L'esatta sequenza di record, figlia delle sue associazioni, era:
Improvvisamente
Immagine
Steam
Armonici
Insonorizzata
Scarno
Psichicamente
Deserto
Suolo
Aghi
Ghiaccio
Instabile
Alabastro
Polarizzi
Amniotici
Drogaggio
Maschere
Regredire
I pensieri, allora, divennero assolutamente caotici, la legge che li governava giungeva direttamente da un angolo imprevedibile di grafica danneggiata, racchiusa lì, in qualche indirizzo di bio-chip Animale del suo cervello parallelo.
Rimase, Steam, perplesso; non aveva mai avuto un cervello parallelo, men che meno contaminato da bio-chip Animale.
A questi stimoli elettrici rispose una sequenza di snapshot - a bassa risoluzione, troppo bassa per regredire a 100 DPI - che, a guardarli in modo fisso, apparivano come tanti puntini che formavano, improvvisamente, uno scarno contorno.
Il contorno illustrava un percorso per capire la genesi della sua unità parallela, chiariva la dinamica dentro una stanza virtuale, insonorizzata, dove unità neo-intelligenti - di pregevole fattura - davano origine a flussi logici fatti di un'immagine sola, appoggiata su tappeti armonici realizzati da gente importante, popolazioni di un deserto mai esistito nel passato, forse solo nel futuro appena prossimo ma deviato, comunque, di qualche grado dal nostro suolo.
Poi, psichicamente impressionato da un drogaggio anomalo, successivo, l'unità bio-chip Animale decadde, sgonfiandosi sotto un cielo terso materializzatosi da uno schermo di alabastro - probabilmente sintetico ma, per questo, meglio del naturale - lasciandosi dietro aghi di ghiaccio indistruttibili.
Un instabile gas, derivato da liquidi amniotici postindustriali, sterminava le unità neo-intelligenti, sprovviste di maschere, disgregando ciò che rimaneva del cervello parallelo...
Che nulla si polarizzi, era impresso su un angolo rappreso di un videoterminale di un'unità neo-intelligente.
La fine era giunta, la fine del sogno scaturito dal suo spinotto.
Sequenze di codice; Steam comprese che il suo sogno non era altro che una sequenza di codice biunivoco, avente senso per lui ma anche per i componenti di elaborazione.
Essi producevano flussi logici per generare sogni, e istruzioni macchina per permettere il sogno di Steam. Quelle stesse istruzioni erano anche, però, i sogni, e le label dei passi erano i record del file aperto da Steam - immagini esse stesse. Così, mentre lo spinotto si staccava dalla sua presa cranica, gocciolò da esso l'ultima sequenza del sogno, ripetuta come il rumore di una bobina lasciata libera nel suo loop di avvolgimento: "Un instabile gas, derivato da liquidi amniotici postindustriali, sterminava le unità neo-intelligenti, sprovviste di maschere, disgregando ciò che rimaneva del cervello parallelo...".
"Che nulla si polarizzi", era impresso su un angolo rappreso di un videoterminale di un'unità neo-intelligente.
"Un instabile gas, derivato da liquidi amniotici postindustriali, sterminava le unità neo-intelligenti, sprovviste di maschere, disgregando ciò che rimaneva del cervello parallelo...".
"Che nulla si polarizzi", era impresso su un angolo rappreso di un videoterminale di un'unità neo-intelligente.
"Un instabile gas, derivato da liquidi amniotici postindustriali, sterminava le unità neo-intelligenti, sprovviste di maschere, disgregando ciò che rimaneva del cervello parallelo...".
"Che nulla si polarizzi", era impresso su un angolo rappreso di un videoterminale di un'unità neo-intelligente.
"Un instabile gas, derivato da liquidi amniotici postindustriali, sterminava le unità neo-intelligenti, sprovviste di maschere, disgregando ciò che rimaneva del cervello parallelo...".
"Che nulla si polarizzi", era impresso su un angolo rappreso di un videoterminale di un'unità neo-intelligente.
"Un instabile gas, derivato da liquidi amniotici postindustriali, sterminava le unità neo-intelligenti, sprovviste di maschere, disgregando ciò che rimaneva del cervello parallelo...".
"Che nulla si polarizzi", era impresso su un angolo rappreso di un videoterminale di un'unità neo-intelligente.
"Un instabile gas, derivato da liquidi amniotici postindustriali, sterminava le unità neo-intelligenti, sprovviste di maschere, disgregando ciò che rimaneva del cervello parallelo..."
"Che nulla si polarizzi", era impresso su un angolo rappreso di un videoterminale di un'unità neo-intelligente.".