CLOCKING



Di colpo comprendo il perché delle immagini fuorvianti. Del mio viaggio d'affari inesistente. Della mia casa che scompariva. Di Grace che non mi riconosceva. Del mio passato arcaico, dei déja vu. Ho vagato come un fantasma. Ho cercato contatti con un mondo non più mio. Ho ricordato le aderenze con un mondo che è stato mio tanto, tanto tempo fa. Tutto si è svolto negli enormi ma limitati banchi di memoria dove ora sono.

Dovevo tornare a casa perché qualcuno mi stava aspettando. L'ora del pasto. Del rincasare. Dello stare assieme.

Ora quella frase non mi stringe più il cuore. So che non mi aspettano più. Non mi cercano più. Forse mi ricordano soltanto. Io posso semplicemente finirla con la pena di non trovare più la mia strada, i miei luoghi. Me stesso. Posso sgusciare tra *** e il Metavetro Alleggerito. Prendere migliaia di volte l'aereo. Farmi riconoscere l'iride. Percorrere strade solitarie durante la notte per tornare a ***. Volare sopra zone dove arcaicamente ho vissuto.

Posso spaziare in un vasto territorio raggruppato intorno a me. Il territorio è la mente, la mente è la memoria, la memoria è vita. Così come l'illusione. Il territorio è elettronica. Circuiti sommessi. Discrezione. Flussi gestiti da me. In perfetta solitudine. Come un'anima che ha scelto un nuovo oltretomba. Io perso nello spazio. Nel gelo. Nella perfetta conservazione. Sobolle su altre. In dispersione, ovunque, senza vincoli di paesaggio. E migliaia d'uomini in viaggio da e verso altre sobolle.

La mia frequenza di clocking è pari a 14 GHz. Posso competere, dal mio giardino, con molti sistemi esperti.

* * *

Perfezione di una visione da casa mia. Il sole calante. Sera incipiente. Caldo. Il verde intorno che emana vibrazioni non visibili altrove. Déja vu potenti che tornano - non li fermo più, non voglio. Vividi ricordi di campi mietuti. D'erba lasciata seccare al caldo. Di rastrelli e dell'odore pungente di fieno. Di tempo andato. Da secoli. Questa è perfezione. Da respirare. Profondamente. Questa è perfezione dove posso entrare per assaporare gli dei del tempo antico. Quelli che parlano attraverso le fronde. Le acque sorgive. La natura.

Tutto questo io posso assaporare. Ora. Contemporaneamente, in un solo istante. A mio comando. Nel mio mondo ora. Ora che sono morto. Ed esisto in un ordine di cose diverso. Contenuto in un macro circuito. Dentro questa bolla. Io organismo di una sobolla. Sobolle sparse. Annegate nel buio estremo. Gelo estremo. Anch'esso ricostruito in questo mio mondo morto. Sintetico.

L'utilità delle righe di codice…



FINE











Ritorna all'inizio. Raffina ogni dettaglio prima oscuro. Esci dall'incidente mortale e rientraci, solo se vuoi. Si riesce davvero a dimenticare tutto?