Michele Starvaggi |
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recensione
IL CORAGGIO DI
VIVERE
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Quello
che caratterizza lo scritto
di Michele Starvaggi è lo
stile, del tutto nuovo,
fresco, diretto e immediato.
Uno scritto che evoca
situazioni emozionali
azzeccate, riesce a creare
un mix di sentimenti,
emozioni, sorrisi e lacrime
del tutto nuove. In una
prima parte del romanzo i
personaggi e luoghi sono
incastonati in un contesto
solare e ricco di piacevoli
colpi di scena, la seconda
parte si contraddistingue
sia per gli elementi di
prosa che per l’evolversi
degli eventi tragici, fino
ad arrivare a un finale del
tutto inaspettato.
Interessante l’elemento
prosa, le parole si
collocano in una naturale
sequenza descrittiva che non
lascia dubbi sullo stato
d’animo dell’uomo che sta
per giungere al termine dei
suoi giorni. In particolare,
alcuni tratti ricompongono
la visione della triste
realtà e del momento in cui
è stato inspirato e creano
un’immagine composta di
termini concreti,
controllati e definiti nei
versi. Non è una parola
evocativa o
visionaria, perché il
destino non lascia che amaro
e pesante lo stato d'animo e
induce a una decisiva e
diretta riflessione.
L’increscere della tragicità
nel narrato avviene con una
gradualità tale, che, a metà
dell’opera, si percepisce
l’impressione di essere
stati proiettati nella
storia stessa quale parte
integrante del loro
contesto, tale da provare
sensazioni ed emozioni forti
per la loro vicenda.
L’illustrazione del narrato
compone le immagini sulle
parole, riuscendo a definire
un insieme di sensazioni che
riaffiorano dalle pagine
facendo sentire il lettore
parte narrata.
Michele, strampalato
sognatore, rientrando dal
lavoro conosce, dopo averla
investita con l’auto in una
folle retromarcia, Giada
infermiera del policlinico
Gemelli di Roma. Una storia
d’amore, un incidente, due
tentati omicidi, un viaggio,
due terribili malattie e un
destino beffardo faranno da
sfondo alla storia dei due
protagonisti. Un’opera che
snoda le sue fitte trame fra
l’incantevole città di Roma
e la Sicilia. Uno scritto
evocativo che crea con
immagini e parole, la
suggestione delle città di
Messina, Brolo e Capo
d’Orlando. Ognuno di noi
nasce con un destino
predefinito. Un inizio e una
fine dei giochi. Sarà il
destino burlone del tempo a
tessere le sue fitte maglie
sulla trama della vita dei
due protagonisti. Nessuno
può cambiare il loro
destino, sono vittime di un
fato già deciso. Un romanzo
ispirato a una storia vera
che ci racconterà, in chiave
comico-drammatica, quanto la
vita sa essere più
intrigante di qualsiasi
narrazione.
Michele
Starvaggi è nato il 24
giugno del 1982 a Patti
(ME), attualmente vive a
Capo d'Orlando (ME). Si
occupa di attività
produttive, associazionismo
e attività sociale in ambito
nazionale. Il suo secondo
romanzo, “Il coraggio di
vivere” in vendita su
Feltrinelli, sta riscuotendo
un ottimo successo di
critica, di commenti dei
lettori oltre che una
particolare attenzione da
parte di illustri letterati
italiani.
http://www.michelestarvaggi.org
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