Recensione
a ANTICHE GUERRE COSMICHE di
VITO INTRONA
Leggere “Antiche guerre
cosmiche” il secondo romanzo
di Vito Introna è stata
un’esperienza insolita, anzi
direi particolare, e
comunque decisamente “sui
generis”.
Se vi aspettate un romanzo
nel classico stile
fantascientifico,
scordatevelo!
Innanzi tutto la scelta del
titolo con l’aggettivo
“antiche” chiarisce già che
Vito ha in mente qualcosa di
originale, se non bastasse,
ad ulteriore conferma di
quanto ho appena detto, ce
n’è una ghiotta
anticipazione nel Preludio,
a seguire, la struttura del
romanzo, concepita e scritta
a mo’ di diario ed infine il
“corpus” vero e proprio
dell’opera costituito dai
tre grandi racconti -“Gli
aspetti oscuri
dell’esistenza, il diario
apocrifo di Boris Zuckowsky”,
“La Porta dei Suicidi” e
“L’Olocausto di Partenope”-
che potrebbero benissimo
intendersi anche come
autoconclusi, nel senso di
non essere legati
indissolubilmente uno
all’altro, ma pur facendo
ognuno storia a sé, come in
una scatola cinese, entrano
l’uno nell’altro fino a dare
forma coerente e
significativa alla trama.
Se volessi banalizzare il
lavoro dell’autore potrei
riassumere che il senso di
“Antiche guerre cosmiche” va
cercato nella costante lotta
tra il bene e il male, tra
le schiere demoniache e
quelle angeliche ma oltre al
bianco e al nero, vi
assicuro, c’è qualcosa di
più.
Vito Introna ci dimostra,
capitolo dopo capitolo, come
gli uomini passati, attuali
e futuri trasportati in
determinati contesti sociali
e indotti non
necessariamente con mezzi di
coercizione ma anche tramite
i media, le convenzioni
sociali, la religione, la
politica, la scuola, i
divertimenti, ad una pseudo
esistenza, la accettano
supinamente e di spontanea
volontà “portano il loro
cervello all’ammasso”.
Rinunciano, senza opporre
resistenza, alla propria
personalità, ai loro
pensieri, ai sentimenti, per
diventare massa informe,
creta da modellare a
piacimento da parte dell’autoprocalmatosi
demiurgo di turno, sia esso
autoctono o alieno.
È un messaggio, quello che
lancia l’autore da queste
pagine, a mio avviso, molto
importante e attualissimo.
L’uomo trasformato in una
marionetta è incapace di
pensare con la propria testa
e manovrato a piacimento da
menti demoniache tramite
influssi negativi ed esempi
nefasti, ipnotizzato e
alienato, demotivato e
schiavo di finti bisogni,
sopravvive in una realtà
virtuale che lo annichilisce
psicologicamente.
In effetti, riflettendoci un
momento, senza raziocinio e
snaturato dell’umanità che è
poi la caratteristica che lo
eleva (o, perlomeno,
dovrebbe farlo!) di un
gradino oltre le altre
specie viventi cosa ne
resterebbe? Un guscio vuoto
che si trascina
angosciosamente in
un’esistenza infernale.
Ecco, a proposito di ciò,
cosa scrive Vito Introna in
un passo molto incisivo del
suo lavoro: “…sulla terra
non v’è più traccia di
creatività intellettuale,
dall’alimentazione alla
lettura è tutto
stereotipato, vuoto e senza
costrutto. Che razza di eroe
potrebbe partorire un luogo
simile? Sul pianeta non ci
sono segnali di risveglio,
eppure ormai avrebbero
dovuto capire che gli
ondijghiani non li governano
in nulla, come del resto il
Khan di Partenope.”.
Quando, però, accade che gli
uomini iniziano a dubitare
di quello che gli viene
propinato già digerito da
altri cervelli: “…che
qualche sospetto lo nutrano
ma sono pochi e inadeguati
studiosi, sparute menti
libere che non assumono
farmaci e nulla più. Cosa
potranno mai combinare
contro eserciti, polizie,
tecnocrazia e popoli
inebetiti…” sarà la lotta
alla sopravvivenza. Non più
“homo homini lupus” ma
l’unione delle menti che
attraverso la voglia di
riscatto e la comprensione
dei propri limiti e dei
comuni errori li porterà a
lottare, tutti insieme, per
costruire una nuova società.
Riprendendosi il pesante
fardello delle loro
responsabilità sulle spalle,
saranno costretti a
ragionare con la propria
testa e a rivalutare il
concetto di
autodeterminazione e di
libertà.
Affrancarsi da ogni vincolo
intellettuale, schiavitù
fisica, pressione
psicologica, significa
tornare liberi e nessuno
sforzo richiesto per
riprendersi la propria
libertà in ogni mondo
abitato, in ogni galassia
dell’universo sarà mai
eccessivo né fatto invano
perché il valore della
libertà è incommensurabile.
Il prezzo, invece,
dell’obbedienza passiva è lo
svendere sottocosto, al
peggior offerente, l’anima e
con essa la dignità.
Ovviamente, questa presa di
consapevolezza non nasce
dall’oggi al domani ma passa
per una maturazione
sofferta, una ricerca
interiore profonda, dalla
riscoperta di ideali
dimenticati come potrebbe
essere la vera fede, quella
incontaminata e pura dei
primordi: “… quel Dio che si
rivelò agli albori della
civiltà umana, che tornò in
forma di suo figlio Gesù e
di un altro grande Santo che
parlava agli uccelli, che ha
resistito tra gli uomini per
millenni attraverso
un’entità burocratica e
corrotta chiamata Chiesa e
che adesso quasi nessuno
ricorda più …”.
Ed ecco allora che “Le
antiche guerre cosmiche”
altro non sono che la
proiezione futura delle
attuali guerre dell’uomo. Il
riproporsi, in un circolo
vizioso, dei tragici “corsi
e ricorsi storici”, delle
ossessioni passate, degli
aborriti scheletri nascosti
nell’armadio: l’intolleranza
razziale, la paura del
diverso, l’egoismo, la brama
di ricchezza e di potere, il
narcisismo smodato,
l’ipocrisia, insomma lo
spegnimento forzoso della
luce della conoscenza per
accendere con furbizia
l’imbarbarimento dello
spirito.
Farei un torto ai lettori se
dicessi che il romanzo di
Vito Introna è un romanzo
che si divora in un
pomeriggio, in realtà non è
così.
Il primo racconto si legge
con un po’ di fatica forse
perché è quello introduttivo
o magari perché è meno ricco
di azione, più “statico”
rispetto agli altri due o
forse perché diverso da ciò
che ci si aspetta.
Anche la terminologia,
almeno per me, si è rivelata
troppo aulica e spesso
criptica, troppi vocaboli
tecnici o presunti tali.
Passato l’iniziale momento
di “spiazzamento” però, man
mano che si familiarizza con
i termini
fantascientificamente
ermetici e ci si inoltra
nelle avventure, tutto
diventa più chiaro, la
lettura acquista più
speditezza e le pagine si
arricchiscono di colpi di
scena e cambiamenti
repentini di panorami e di
protagonisti.
L’originale ispirazione di
Vito Introna, la sua estrosa
fantasia, l’eccellente
padronanza ortografica e
grammaticale sono, comunque,
indiscutibili, pertanto, e
in tutta onestà, mi sento di
consigliare l’acquisto e la
lettura di “Antiche guerre
cosmiche” agli appassionati
di questo genere letterario.
Titolo:
ANTICHE GUERRE COSMICHE
Autore: VITO INTRONA
13/2011
Collana: NARRATIVA
CONNECTIVA
Pagine: 304
ISBN: 978-88-96086-12-4
http://www.edizionidiversasintonia.it.page013.htm
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