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  Rosamaria Caputi

poesia

POESIE
 

 

Rosamaria Caputi

 


del tuo smussarmi gli angoli

quando guscio aperto
è choc
nelle idee scomposte
-tua diva e dono indomato-
tra i capelli agitati
di angeli su ghiaccio
in baite sceneggiate da coperte
senti l'odore
forse
di flashback in soggettive astruse
o
arranchi
sopra scritti a inchiostro verde
o
di un bisbiglio d'acido
con linee di un capriccio
o
riccio ro(ck)cocò
di un neo sul naso
o
preghi per gli accenti indefiniti
di gambe in calze a strisce
o
una pronuncia china di -u- depresse
a dire -più-

contorto in navigare
ancora
poco nudo tu a insalivarti
io spoglia -sai-

non sono un'artigiana
ho penne visionarie capovolte
di amori non sporgenti
senza lame
con nausee temerarie
insieme al tuo occhio destro
e
vanitosa d'emozioni in velo

se nel conflitto anti-romanzo-anti
violiamo la natura nove volte
60
inquadrature a sfarfallìo
come gli schizzi di frittura ad olio


Babele

L'amaranto si è impiccato insieme ai suoi fratelli
gemelli omozigoti
è sgomento
alla vista della madonna sbronza
arrotolata tra fili spinati
a segnare il territorio

In door

Che hanno da ridere quelle colombe

Out door

dei solitari sotto al letto
di me minuta
minuscola
un minimo comune multiplo
un coriandolo neutro neutrale
una sfaccettatura pigra ad ansimare?

Bastarde!

Troppa terra e troppo scatolame
mi spingo fuori -non sono uno sgombro-

cade la linea
addio
 

del pianto d’Orlando rimane la Furia

Non m'accosti a bestia addestrata
ma Eco
domestica anonima distratta
di pagina eretica ed ics analfabeta
tipo appendice muta
di sole sorto male con vocazione al tremito

piccole confidenze ai nodi in gola
Quando
la morte del padre è più immagine che fatto
Quando
m'inventerei un abbraccio alla sua stele in lana calda
per piangere in crescendo
pianto di sassolini malvolenti
pianto di calcoli trentenni al rene destro
pianto di massi di pudore trasparente
pianto di rocce per i mediocri sordi

in quel durante volgarmente travestito
strapperei lacrime e ciglia
al pubblico adulto solo per adulti
con inquadrature dalla cintola in giù
Perché
perché ho un culo che batte
perché il mio culo è a forma di cuore
perché il mio cuore batte
perché la forma di culo e di cuore è più che sostanza

non si dà nome ostico al mio cane
mia madre scambierebbe i nostri ruoli
nelle categorie ordinate a equivoco
lui è guardia protettiva dell'inconscio
io ho un modus operandi insufficiente

brillando d'eroina cubana e pancia bollente
alla bocca
vorrei trovarmi nella chanson de geste
con un acquario confuso e sensuale
d'eterno montare ed allento la mano
come infinito a girare le spalle
 

 

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