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  Erika Carminati

racconto

L'ARTE DI ESSERE
CORNUTI (E FELICI)

 

 
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CARLETTO

 

Erika Carminati

 


E’ capitato anche a te.
Tutto gira.
Male o bene dipende dai punti di vista.
Visto che, dal mio punto di vista, a me gira sempre tutto male, trovo giusto che ora giri un po’ male anche a te.
Cosa vuoi che ti dica, auguri.
Si, starai male, tanto male, piangerai e ti sentirai proprio come in una canzone della Pausini.
Prendi la Pausini, per esempio, non gliene è mai andata bene una, gliene sono capitate di tutti i colori e se la sono passati tutti perché tanto sapevano che le potevano fare quello che volevano che lei, al massimo, li avrebbe usati come fonte della sua ispirazione.
Vedi che c’è gente che sta messa peggio di te e poi comunque passa, stanne certa.
Trascorrerai un paio di mesi a non dormire di notte, a disperarti, a mangiare chili di gelato e di conseguenza ad ingrassare, a cercare un modo efficace per farlo fuori e per farti fuori, ma poi tutto passa.
Ti dico questo perché , dopo tutto, ti voglio bene e sei la mia sorellona, quella che mi ha insegnato tante cose.
Ti porto ad un concerto.
Tu mi avevi portato ad un concerto.
Eri stata gentile, anche se purtroppo la Pausini non era la tipa adatta a tirarmi su il morale.
Non mi sta molto simpatica, la Pausini.
Ma a te piace, o no?
Poi ti porto al cinema.
Tu mi avevi portato al cinema.
Era stato un bel film.
Te lo ricordi? C’era quella tizia che poveretta si beccava tutte le corna di questo mondo, ripetutamente e non dallo stesso fidanzato.
Così, oltre che a piangere pensando alle mie novelle corna, ero rimasta tutto il tempo a riflettere sulla possibilità che anche a me sarebbe potuta andare come alla tizia del film, mentre ingoiavo un Pop Corn dietro l’altro ( in tutto facevano tre secchiellini, tanto per ricordartelo).
Infatti così fu, perché scoprii che ben tre dei miei ex-fidanzati mi avevano cornificata , con la stessa persona per di più.
Però, ti ringrazio, perché quel film mi aveva aiutata ad aprire gli occhi e ad arrivare alla verità; se ti va, possiamo rivederlo insieme.
Possiamo anche parlare, certo.
Sarò sincera, io non credo che tu, alla fine, ti sia persa chissà che pezzo d’ uomo.
Ricordi quando ti diceva che usciva con gli amici il giovedì sera?
Penso che, in realtà, usciva con la tipa anzi ne sono proprio sicura e mentre tu restavi a casa a guardarti un film sognando lui come protagonista e tu come la sua dolce amata, il tuo fidanzatino era in un motel con l’altra.
Che poi chissà che motel sarà stato.
Immagino che si trovassero, ogni giovedì, in quello all’uscita dell’autostrada con le insegne mezze bruciate ed i letti che scricchiolano ad ogni movimento.
Che razza di uomo: bugiardo, insensibile e povero.
Già, povero, perché secondo me, la tipa lamentandosi della fatica di fare l’amante e di fare tutto di nascosto ed in fretta e di essere sempre messa al secondo posto, l’ha obbligato a comprarle: un cane, un cellulare e un paio di abbonamenti ai settimanali di gossip.
Se poi pensi a quanto ha speso in cene, rose rosse e motel capisci che in tasca, sicuramente, non gli è rimasto poi così tanto.
Dai, diciamoci la verità, non ti meritava.
Tu sei bella, buona, sei simpatica ed intelligente.
Lui non è poi tanto bello, non è simpaticissimo e per niente intelligente.
Infatti, si è fatto scoprire.
Non ha neanche avuto il coraggio di confessare!
Vigliacco.
Chissà da quanto tempo andava già avanti quella storia e per quanto tempo sarebbe andata ancora avanti se tu non te ne fossi accorta.
Ma tu non starci male, dai.
Per quanto riguarda l’aspetto fisico poi, non parliamone!
Alto, moro e con gli occhi chiari: alla lunga un tipo così stanca.
Fra l’altro non mi sembrava poi tanto dotato.
Vogliamo parlare del suo modo di vestire?
Trovo che quei completi non gli stessero troppo bene, si, insomma, lo rendevano affascinante ma nulla di più.
Un uomo, per essere uomo davvero, deve girare tutto il giorno in mutande quando sta a casa.
E lui invece? Tutina e ciabatte in pelle alla “milano-bene” di quello squallido marrone.
E anche se avesse girato in mutande non avrebbe fatto un gran figurone.
Hai presente le sue mutande?
Come, non te l’ho detto?
Il giovedì sera, al motel, indossava sempre un paio di mutande con le stampe hawaiane, orrende!
Forse pensava che mi piacessero, in realtà, mi domandavo come mai non le cambiasse mai.
Una volta ci siamo visti il giovedì, il venerdì ed il sabato e tutti e tre i giorni aveva le stesse mutande.
Come quando?
Quando io ero in montagna con Paola e lui a Londra per lavoro che poi mi devi spiegare come hai potuto credere che uno come lui potesse essere stato mandato a Londra per lavoro.
Comunque sia, non ti ho detto che gli incontri al motel sono stati un peggio dell’altro.
Non si toglieva i calzini.
Non sapeva dove mettere le mani, ma questa è anche un po’ colpa tua.
Continuava a lagnarsi e a lamentarsi del fatto che la sua ragazza, che saresti tu, non indossava mai dei completini tanto belli come i miei.
Ti giuro che è stato un vero incubo.
Un po’ me la sono cercata però sai che la ruota gira per tutti, come dici sempre tu.
Ti voglio aiutare come tu hai fatto con me quando sono stata male.
Ti confesso che solo adesso riesco a stare un po’ meglio e ad accettare le corna.
Le prime corna, s’intende.
Le seconde e le terze corna che, per chiarirti le idee, sono quelle che Marco e Davide mi hanno fatto con la mia sorellona, ovvero te, mi stanno ancora qui.
Mi danno parecchio fastidio.
Quindi, sappi che se i tuoi prossimi fidanzati usciranno ogni giovedì sera con gli amici e si faranno un week-end a Londra mentre io sto in montagna con Paola, vorrà dire che staranno, con tutte le probabilità, a divertirsi con me e i miei completini.
E non provare a cercarci.
Il motel lo cambio.
 

 

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