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  Giulia Jordan

articolo

DALLA PAURA
ALLA GIOIA

 

 

Giulia Jordan

 


Dalla paura… alla Gioia
Un salto quantico emozionale e mentale

FF Celebration: La famiglia o gli universi >> LoSpazioBianco

Ti sei accorta/o anche tu com’è andata crescendo l’ondata di preoccupazione per la situazione economica individuale e collettiva?
Lo stato delle nostre finanze è connesso con molti aspetti della nostra vita ed è quindi naturale che accentri la nostra attenzione più di altri fattori.
Tuttavia, la nostra attenzione sembra a tal punto monopolizzata dalla preoccupazione per la situazione materiale, che il nostro stato d’animo sembra una bandiera al vento.
Se le cose vanno bene, ci sentiamo bene anche noi.  Quando, come in questo periodo, ci sono difficoltà economiche, anche noi ci sentiamo in difficoltà, anzi, ci sentiamo  proprio male.

Nella nostra vita s’insinua sempre di più la paura, quell’antica signora che è stata padrona delle nostre esistenze per secoli. In una delle sue manifestazioni multidimensionali la signora prende ancora una volta le sembianze di paura per la sopravvivenza.
E come arriva ad insinuarsi nelle nostre vite? Quale via nascosta segue?
La paura per la sopravvivenza  – o la sua versione soft, la preoccupazione-  nasce dalle notizie, le informazioni concernenti lo stato delle nostre finanze.
Quali sono quindi le fonti riguardanti la situazione economica?
Per quella individuale, ciascuno di noi sa qual è la propria. Tuttavia, pochi di noi sanno che la situazione economica individuale dipende non tanto dal fattore quantitativo quanto dalla percezione che ne abbiamo.

Infatti, ci sono persone per le quali duemila euro al mese rappresenta una fortuna, e altre per le quali la stessa cifra è sinonimo di povertà. Inoltre, la percezione stessa della situazione finanziaria individuale o familiare è profondamente influenzata dalla situazione collettiva.
Acqua calda, dirà qualcuno. Aspetta, la rendiamo bollente, baby!

Come sappiamo qual è la situazione economica collettiva? Quali sono le fonti d’informazione?
Per la maggioranza delle persone le notizie vengono acquisite dalla televisione e dai giornali. E che tipo di notizie diffondono queste fonti?
Per lo più negative, quelle che ci fanno entrare e poi restare nel campo della paura e delle sue figlie rabbia e depressione.
Ti sembra plausibile che nel nostro mondo di più di sette miliardi di persone, accadano solo dis-grazie, che ci siano solo difficoltà d’ogni genere specie di tipo economico?
E’ come se camminassimo in una foresta smisurata piena di bellezze di ogni genere, e la nostra guida ci facesse notare solo la lotta fra due animali che abbiamo visto nel nostro cammino- insinuando che nella foresta tutti gli animali siano in lotta- o dei termitai che hanno distrutto qualche albero, o che per terra è pieno di frutti d’ogni genere che nessuno raccoglie e quindi andranno a male.
Certo, nessuno nega che vi sono anche notizie negative ma ci sono solo quelle?
Nella vita di ognuno di noi accadono fatti di ogni genere, ci sono “gioie e dolori”, perché dunque enfatizzare solo i dolori?
Qual’è la filosofia su cui si basa la scelta delle notizie da comunicarci? 
Quale che sia, sembra non abbia colto un fatto sociale della massima importanza: siamo in overdose di notizie negative! 
E che cosa si fa con chi è in overdose? Rincariamo la dose?
Per un po’ forse, ma il rischio è la perdita del consumatore-tossico. Possiamo arrivare a tra-passare al punto che, qualsiasi notizia venga fornita dagli spacciatori autorizzati non abbia più alcun effetto. Tra- passiamo! Andiamo oltre… in cerca di qualcosa che ci faccia stare meglio!

Ad esempio, ci parlano tanto del PIL. Ma che cos’è questo PIL, e quanti di noi sanno che cosa viene misurato o come viene calcolato? Sappiamo solo le percentuali- vere o presunte- che ci vogliono far conoscere.
Simon Kuznets, colui che ha architettato il concetto di PIL nonché le basi della sua misurazione, ha affermato a proposito della sua stessa creatura che: < il benessere di una nazione “può essere scarsamente dedotto da una misurazione come il PIL”> sic!
E allora viene da chiedersi: “perché  lo usiamo? A chi e a che cosa serve?”

E. Laszlo e J. Currivan nel libro Cosmos da cui ho riportato la citazione, ce ne propongono un'altra di Robert Kennedy:
Il Pil misura tutto tranne quello che rende la vita degna di essere vissuta.
E ancora una volta sorge una domanda: “se questo strumento con cui veniamo terrorizzati, è inadeguato rispetto al rendere “la vita degna di essere vissuta”, perché non lo cambiamo”?
Il PIL terrebbe conto in teoria, del valore di tutti i beni e servizi prodotti da un paese in un anno. A prescinde dal fatto che é poco plausibile che si possa tenere conto proprio di tutto- l’economia sommersa dixit- ciò che conta è il valore che questo indice misura: quanto produciamo.
Parafrasando Cartesio si può dire: produco dunque… sono!
Praticamente, è come se incontrando i nostri amici anziché chiedere:
“ciao, come stai?”, chiedessimo invece: “ehi, quanto hai prodotto oggi”?
Conta la qualità della vita, oppure quante cose abbiamo o ne produciamo?

In alternativa al PIL ci sono altri parametri di valutazione che sono poco conosciuti e utilizzati.
Per esempio il GPI, nato in USA, l’Indicatore di Progresso Genuino o Autentico, che combina gli standard materiali di vita con altri aspetti di una società sana e valuta il benessere complessivo.
Ma siamo sicuri che venga usato?
Un altro metodo di valutazione economico è: FNL ovvero l’Indice di Felicità Nazionale Lordo, adottato in Bhutan. Non sarà il caso di prenderlo in considerazione?!
Dietro qualsiasi metodo di valutazione economico, sociale, politico ecc, ci sono modelli – teorie- quindi le idee di poche persone. E come sappiamo, le idee, le teorie sono ‘relative’, evolvono e co-evolvono con il cambiamento degli individui  e della cultura.
Perché allora vivere nella paura se i modelli, le teorie su cui si basa la misurazione del nostro benessere si possono cambiare?
E qui viene in mente la barzelletta del messicano e del turista americano, che lo sprona a guadagnare tanto …..da godersi poi la vita che si sta già godendo!

Una delle teorie che ci tengono ancorati nella paura sostiene che le risorse economiche siano limitate e quindi bisogna combattere per accaparrarsele.
E se questa teoria fosse ‘di parte’? Oppure se tenesse conto di un modello del mondo limitato, sorpassato e pure dannoso per tutti noi?
Che cosa accadrebbe invece, se si desse credito a un'altra teoria che sostiene che le risorse dell’Universo siano vaste, illimitate e che tutti possiamo averne accesso?

In accordo con la Legge dell’Attrazione secondo cui “l’essenza di ciò che è simile si attrae”, appare palese che se continuiamo a focalizzarci sulla paura  -nei suoi numerosi travestimenti: difficoltà economiche, catastrofi ambientali, lotte per il potere politico ecc, continuiamo ad aumentare l’energia del suo campo e ne restiamo sempre più invischiati. E direi che di paura ne abbiamo conosciuta tanta nei secoli, da averne fatto il pieno per l’eternità.
Uno dei modi per uscire dalle grinfie della vecchia signora e ritornare in uno stato di libertà e benessere, ce lo suggerisce il caro vecchio Einstein:
Nessun problema può essere risolto dallo stesso livello di coscienza che lo ha creato  - grazie Albert!

E’ necessario quindi un altro stato di coscienza, per trovare le soluzioni che cerchiamo e non solo quelle concernenti la situazione economica ma anche quella politica, sociale, individuale ecc.  
Un altro livello di coscienza significa percepire le cose da altri punti di vista, quindi accedere a nuove idee e nuove emozioni che abbiano una frequenza vibratoria molto più alta di quelle dello stato precedente.
Questo può comportare un cambiamento rivoluzionario nel nostro modo di pensare e sentire, una vera rivoluzione concernente la nostra visione della natura della realtà  e quindi del nostro ruolo rispetto a ciò che chiamiamo realtà.
Questa rivoluzione è già in atto. Ed é partita niente meno che dalla madre di tutte le scienze: la Fisica.

E’ molto più ampia e profonda di qualsiasi altra mai esistita: è una Ri-voluzione intesa in senso etimologico di ‘volgere verso il nuovo’, quindi verso un altro livello di coscienza e precisamente uno planetario.
E’ qual è il succo di questa rivoluzionaria visione della realtà?
In mondo e tutto ciò che chiamiamo realtà ha come ‘materia prima’ energia e informazioni. In altre parole, tutto ciò che esiste è nato da  idee, pensieri e dalla loro energia.

Ma la notizia più importante che ci riguarda da vicino è che in questo mondo noi siamo sia oggetti, e lo siamo in quanto forme di vita, creature, sia e soprattutto soggetti creatori.
Per il nostro mondo individuale siamo creatori, per il mondo ‘là fuori’ ne siamo co-creatori insieme con tutti gli altri esseri umani.
E con che cosa creiamo e co-creiamo?
Con la materia prima, cioè con i nostri pensieri. E questi sono economici, facilmente reperibili, indistruttibili, illimitati.
Queste si che sono notizie che vengono da un altro livello di coscienza! 
Cosa possiamo dire? Che i saggi ce l’hanno sempre detto?  Che ora possiamo crederlo, perché lo dice la scienza?!
Mi sovviene a questo proposito una storia.

Un maestro buddhista leggeva un bellissimo testo. Alla fine della lettura, gli chiesero: << chi l’ha scritto?>>
Il maestro rispose: <<se rispondessi “il Buddha”, lo adorereste coprendolo di fiori ogni mattina.
Se rispondessi “un patriarca”, lo onorereste ma senza l’adorazione attribuita al Buddha.
Se rispondessi “un monaco”, non sapreste cosa pensare.
Se rispondessi “il cuoco”, vi mettereste a ridere.>>
Puoi immaginare come cambierebbe la vita sul nostro pianeta se sette miliardi di persone avessero la ferma convinzione di essere i creatori della propria vita e quindi il proprio Dio, e non le  creature impotenti che hanno creduto di essere per molti secoli?

Fintanto che ci identifichiamo con la forma fisica o la personalità, siamo solo creature con tutto ciò che ne consegue.
Ma se ci identifichiamo con ciò che fa vivere la creatura, la Vita, l’Essere, la Coscienza che in effetti siamo, cambia completamente la nostra percezione di noi e della vita. Credere di essere eterni, infiniti, illimitati come la Vita, è un’altra storia…
Ed è proprio un'altra storia questa che stiamo vivendo ora, in conseguenza del cambiamento delle idee sulla nostra identità e sul ruolo che abbiamo nell’universo. Essa genera il nuovo livello di coscienza che siamo andati cercando per trovare soluzioni economiche, libertà e benessere.
Questo livello di coscienza sta già dando i suoi frutti e sono abbondanti.
Uno di questi è:
Joyfield- il Campo della Gioia con cui ho avuto la… gioia di collegarmi.
E' un campo morfico di energia e informazioni con cui ci possiamo connettere energeticamente e che ha effetti di vasta portata.
Collegandoci con
Joyfield, seppure per pochi minuti al giorno, ne avremo enormi benefici in ogni settore della nostra vita.
Parafrasando un vecchio detto: 
un po’ di gioia al giorno… toglie la paura e la sofferenza  di torno.

Che si sia consapevoli o meno, il più grande cambiamento mai auspicato dagli esseri umani è proprio quello di vivere la vita con gioia – anche se le modalità individuali di gioia possono essere diverse una dall’altra.
E la gioia non dipende né da circostanze esterne, né da persone specifiche, né da governi, politica o economia.
A dirla tutta, in questi giorni un po’ di gioia e divertimento ci arriva anche da circostanze esterne, per chi sa coglierle. La gioia però anche in questo caso dipende da noi e come dice l’antico detto
: spazza davanti a casa tua e …la città sarà pulita.
La nostra scelta di vivere la vita con gioia è quindi attuabile visto che dipende da noi e non dai governi o chiunque altro.
E’ arrivato il momento di riprenderci il nostro potere personale, creare la nostra vita e viverla con gioia.

Inoltre, proprio da “un altro livello di coscienza”, qual è quello della Gioia, possiamo trovare le migliori soluzioni per cambiare la nostra situazione economica, sociale, politica o di qualsiasi altra natura.
Ricordiamoci che la gioia dissolve la paura, quindi ci permette di vedere la nostra situazione da un’altra prospettiva, oltre a poter aver nuovamente accesso alle nostre risorse e capacità.
A questo punto qualcuno potrà pensare:
“ok, mi piace la prospettiva, ma come fare, da dove cominciare?”
Cominciamo dalle fondamenta: le idee, i pensieri.
I pensieri, le idee, rappresentano le sostanze primordiali di tutta la creazione.
Uno di questi pensieri-sostanza creativa è la Gioia.
La Gioia è innanzitutto uno stato dell’Essere- il più alto, il famoso ‘settimo cielo’.
Ma è anche un emozione di base, una di quelle che vengono fornite nel pacco omaggio quando ci incarniamo su questo pianetta. Infatti, il nostro cervello, oltre a produrre le endorfine chiamate le molecole della felicità, produce anche le anandamidi, oossia le molecole di Ananda, cioè Beatitudine o Gioia intensa.

Ok ci sono i recettori- le serrature predisposte, ma quali sono le chiavi?
Le chiavi le abbiamo già, le abbiamo sempre avute ma non sapevamo di averle.
Le chiavi sono i nostri pensieri.

Si tratta di usarle, ora che sappiamo qual è il loro valore.
E’  come si fa a collegarsi con il Campo della Gioia – Joyfield?
Buone notizie! In attesa di poter partecipare a un seminario di Joyfield, oppure di CostellAzioni della Gioia, leggendo quest’articolo si è già connessi poiché esso è scaturito grazie al Campo della Gioia- Joyfield.
La frequenza vibratoria della Gioia è impressa in quest’articolo. Verificalo!

***Ti senti sollevato leggendolo?
***Hai sentito nascere la speranza?
***C’è maggior benessere psicologico?

Questi sono i passaggi intermedi per poter percepire la frequenza della Gioia che ha diversi livelli di manifestazione.
Inoltre, ciascuno di noi conosce già quest’emozione e ha già avuto i suoi campioni omaggio di Gioia.
Collegarsi con Joyfield e vivere ogni giorno momenti di Gioia é un po’ come prendere dosi di un farmaco di cui siamo produttori e consumatori: la Gioia.

E’ economico, facile da realizzare, ha effetti collaterali estremamente positivi sia per chi lo usa sia per chi è in contatto con JoyWoMan – la donna e l’uomo della gioia.
Provare per credere? Il nuovo livello di coscienza prevede una nuova prescrizione: credere per poterlo provare!  Ed é Gioia!

Giulia Jordan
Ideatrice delle CostellAzioni della Gioia, Docente di Psicologia relazionale, Condirettore dell’Istituto Internazionale di Muatsu, keeper of vision di Joyfield, scrittrice.

www.Joyfield.it
www.giuliajordan.com
 

 



 

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