Dalla
paura…
alla
Gioia
Un salto quantico emozionale
e mentale

Ti sei
accorta/o anche tu com’è
andata crescendo l’ondata di
preoccupazione per la
situazione economica
individuale e collettiva?
Lo stato
delle nostre finanze è
connesso con molti aspetti
della nostra vita ed è
quindi naturale che accentri
la nostra attenzione più di
altri fattori.
Tuttavia, la nostra
attenzione sembra a tal
punto monopolizzata dalla
preoccupazione per la
situazione materiale, che il
nostro stato d’animo sembra
una bandiera al vento.
Se le cose vanno bene, ci
sentiamo bene anche noi.
Quando, come in questo
periodo, ci sono difficoltà
economiche, anche noi ci
sentiamo in difficoltà,
anzi, ci sentiamo proprio
male.

Nella nostra
vita s’insinua sempre di più
la paura, quell’antica
signora che è stata padrona
delle nostre esistenze per
secoli. In una delle sue
manifestazioni
multidimensionali la signora
prende ancora una volta le
sembianze di paura per la
sopravvivenza.
E come arriva
ad insinuarsi nelle nostre
vite? Quale via nascosta
segue?
La paura per
la sopravvivenza – o la sua
versione soft, la
preoccupazione- nasce dalle
notizie, le informazioni
concernenti lo stato delle
nostre finanze.
Quali sono
quindi le fonti riguardanti
la situazione economica?
Per quella
individuale, ciascuno di noi
sa qual è la propria.
Tuttavia, pochi di noi sanno
che la situazione economica
individuale dipende non
tanto dal fattore
quantitativo quanto dalla
percezione che ne
abbiamo.

Infatti, ci
sono persone per le quali
duemila euro al mese
rappresenta una fortuna, e
altre per le quali la stessa
cifra è sinonimo di povertà.
Inoltre, la percezione
stessa della situazione
finanziaria individuale o
familiare è profondamente
influenzata dalla situazione
collettiva.
Acqua calda, dirà qualcuno.
Aspetta, la rendiamo
bollente, baby!

Come sappiamo
qual è la situazione
economica collettiva? Quali
sono le fonti
d’informazione?
Per la
maggioranza delle persone le
notizie vengono acquisite
dalla televisione e dai
giornali. E che tipo di
notizie diffondono queste
fonti?
Per lo più negative, quelle
che ci fanno entrare e poi
restare nel campo della
paura e delle sue figlie
rabbia e depressione.
Ti sembra
plausibile che nel nostro
mondo di più di sette
miliardi di persone,
accadano solo dis-grazie,
che ci siano solo difficoltà
d’ogni genere specie di tipo
economico?
E’ come se
camminassimo in una foresta
smisurata piena di bellezze
di ogni genere, e la nostra
guida ci facesse notare solo
la lotta fra due animali che
abbiamo visto nel nostro
cammino- insinuando che
nella foresta tutti gli
animali siano in lotta- o
dei termitai che hanno
distrutto qualche albero, o
che per terra è pieno di
frutti d’ogni genere che
nessuno raccoglie e quindi
andranno a male.
Certo, nessuno nega che vi
sono anche notizie negative
ma ci sono solo
quelle?
Nella vita di
ognuno di noi accadono fatti
di ogni genere, ci sono
“gioie e dolori”, perché
dunque enfatizzare solo i
dolori?
Qual’è la filosofia su cui
si basa la scelta delle
notizie da comunicarci?
Quale che
sia, sembra non abbia colto
un fatto sociale della
massima importanza: siamo
in overdose di notizie
negative!
E che cosa si
fa con chi è in overdose?
Rincariamo la dose?
Per un po’ forse, ma il
rischio è la perdita del
consumatore-tossico.
Possiamo arrivare a
tra-passare al punto che,
qualsiasi notizia venga
fornita dagli spacciatori
autorizzati non abbia più
alcun effetto. Tra-
passiamo! Andiamo oltre… in
cerca di qualcosa che ci
faccia stare meglio!

Ad esempio,
ci parlano tanto del PIL. Ma
che cos’è questo PIL, e
quanti di noi sanno che cosa
viene misurato o come viene
calcolato? Sappiamo solo le
percentuali- vere o
presunte- che ci vogliono
far conoscere.
Simon Kuznets, colui che ha
architettato il concetto di
PIL nonché le basi della sua
misurazione, ha affermato a
proposito della sua stessa
creatura che: < il
benessere di una nazione
“può essere scarsamente
dedotto da una misurazione
come il PIL”> sic!
E allora
viene da chiedersi: “perché
lo usiamo? A chi e a che
cosa serve?”

E. Laszlo e
J. Currivan nel libro
Cosmos da cui ho
riportato la citazione, ce
ne propongono un'altra di
Robert Kennedy:
Il Pil misura
tutto tranne quello che
rende la vita degna di
essere vissuta.
E ancora una
volta sorge una domanda:
“se
questo strumento con cui
veniamo terrorizzati, è
inadeguato rispetto al
rendere “la vita degna di
essere vissuta”, perché non
lo cambiamo”?
Il
PIL terrebbe conto in
teoria, del valore di tutti
i beni e servizi prodotti da
un paese in un anno. A
prescinde dal fatto che é
poco plausibile che si possa
tenere conto proprio di
tutto- l’economia sommersa
dixit- ciò che conta è il
valore che questo indice
misura: quanto produciamo.
Parafrasando Cartesio si può
dire: produco dunque… sono!
Praticamente, è come se
incontrando i nostri amici
anziché chiedere:
“ciao, come
stai?”, chiedessimo invece:
“ehi, quanto hai prodotto
oggi”?
Conta la
qualità della vita, oppure
quante cose abbiamo o ne
produciamo?

In
alternativa al PIL ci sono
altri parametri di
valutazione che sono poco
conosciuti e utilizzati.
Per esempio il GPI, nato in
USA, l’Indicatore di
Progresso Genuino o
Autentico, che combina gli
standard materiali di vita
con altri aspetti di una
società sana e valuta il
benessere complessivo.
Ma
siamo sicuri che venga
usato?
Un
altro metodo di valutazione
economico è: FNL ovvero
l’Indice di Felicità
Nazionale Lordo, adottato in
Bhutan.
Non sarà il
caso di prenderlo in
considerazione?!
Dietro qualsiasi metodo di
valutazione economico,
sociale, politico ecc, ci
sono modelli – teorie-
quindi le idee di poche
persone. E come sappiamo, le
idee, le teorie sono
‘relative’, evolvono e
co-evolvono con il
cambiamento degli individui
e della cultura.
Perché allora
vivere nella paura se i
modelli, le teorie su cui si
basa la misurazione del
nostro benessere si possono
cambiare?
E qui viene in mente la
barzelletta del messicano e
del turista americano, che
lo sprona a guadagnare tanto
…..da godersi poi la vita
che si sta già godendo!

Una delle
teorie che ci tengono
ancorati nella paura
sostiene che le risorse
economiche siano limitate e
quindi bisogna combattere
per accaparrarsele.
E se questa
teoria fosse ‘di parte’?
Oppure se tenesse conto di
un modello del mondo
limitato, sorpassato e pure
dannoso per tutti noi?
Che cosa
accadrebbe invece, se si
desse credito a un'altra
teoria che sostiene che le
risorse dell’Universo siano
vaste, illimitate e che
tutti possiamo averne
accesso?

In accordo
con la Legge dell’Attrazione
secondo cui “l’essenza di
ciò che è simile si attrae”,
appare palese che se
continuiamo a focalizzarci
sulla paura -nei suoi
numerosi travestimenti:
difficoltà economiche,
catastrofi ambientali, lotte
per il potere politico ecc,
continuiamo ad aumentare
l’energia del suo campo e ne
restiamo sempre più
invischiati. E direi che di
paura ne abbiamo conosciuta
tanta nei secoli, da averne
fatto il pieno per
l’eternità.
Uno dei modi per uscire
dalle grinfie della vecchia
signora e ritornare in uno
stato di libertà e
benessere, ce lo suggerisce
il caro vecchio Einstein:
Nessun
problema può essere risolto
dallo stesso livello di
coscienza che lo ha creato
- grazie
Albert!

E’ necessario
quindi un altro stato di
coscienza, per trovare le
soluzioni che cerchiamo e
non solo quelle concernenti
la situazione economica ma
anche quella politica,
sociale, individuale ecc.
Un altro livello di
coscienza significa
percepire le cose da altri
punti di vista, quindi
accedere a nuove idee e
nuove emozioni che abbiano
una frequenza vibratoria
molto più alta di quelle
dello stato precedente.
Questo può comportare un
cambiamento rivoluzionario
nel nostro modo di pensare e
sentire, una vera
rivoluzione concernente la
nostra visione della natura
della realtà e quindi del
nostro ruolo rispetto a ciò
che chiamiamo realtà.
Questa rivoluzione è già in
atto. Ed é partita niente
meno che dalla madre di
tutte le scienze: la Fisica.

E’ molto più
ampia e profonda di
qualsiasi altra mai
esistita: è una Ri-voluzione
intesa in senso etimologico
di ‘volgere verso il nuovo’,
quindi verso un altro
livello di coscienza e
precisamente uno planetario.
E’ qual è il
succo di questa
rivoluzionaria visione della
realtà?
In mondo e
tutto ciò che chiamiamo
realtà ha come ‘materia
prima’ energia e
informazioni. In altre
parole, tutto ciò che esiste
è nato da idee, pensieri e
dalla loro energia.

Ma la notizia
più importante che ci
riguarda da vicino è che in
questo mondo noi siamo sia
oggetti, e lo siamo in
quanto forme di vita,
creature, sia e soprattutto
soggetti creatori.
Per il nostro mondo
individuale siamo creatori,
per il mondo ‘là fuori’ ne
siamo co-creatori insieme
con tutti gli altri esseri
umani.
E con che
cosa creiamo e co-creiamo?
Con la materia prima, cioè
con i nostri pensieri. E
questi sono economici,
facilmente reperibili,
indistruttibili, illimitati.
Queste si che sono notizie
che vengono da un altro
livello di coscienza!
Cosa possiamo dire? Che i
saggi ce l’hanno sempre
detto? Che ora possiamo
crederlo, perché lo dice la
scienza?!
Mi
sovviene a questo proposito
una storia.

Un maestro
buddhista leggeva un
bellissimo testo. Alla fine
della lettura, gli chiesero:
<< chi l’ha scritto?>>
Il maestro rispose: <<se
rispondessi “il Buddha”, lo
adorereste coprendolo di
fiori ogni mattina.
Se rispondessi “un
patriarca”, lo onorereste ma
senza l’adorazione
attribuita al Buddha.
Se rispondessi “un monaco”,
non sapreste cosa pensare.
Se rispondessi “il cuoco”,
vi mettereste a ridere.>>
Puoi
immaginare come cambierebbe
la vita sul nostro pianeta
se sette miliardi di persone
avessero la ferma
convinzione di essere i
creatori della propria vita
e quindi il proprio Dio, e
non le creature impotenti
che hanno creduto di essere
per molti secoli?

Fintanto che
ci identifichiamo con la
forma fisica o la
personalità, siamo solo
creature con tutto ciò che
ne consegue.
Ma se ci
identifichiamo con ciò che
fa vivere la creatura, la
Vita, l’Essere, la Coscienza
che in effetti siamo, cambia
completamente la nostra
percezione di noi e della
vita. Credere di essere
eterni, infiniti, illimitati
come la Vita, è un’altra
storia…
Ed è proprio
un'altra storia questa che
stiamo vivendo ora, in
conseguenza del cambiamento
delle idee sulla nostra
identità e sul ruolo che
abbiamo nell’universo. Essa
genera il nuovo livello di
coscienza che siamo andati
cercando per trovare
soluzioni economiche,
libertà e benessere.
Questo livello di coscienza
sta già dando i suoi frutti
e sono abbondanti.
Uno di questi è:
Joyfield-
il Campo della Gioia con cui
ho avuto la… gioia di
collegarmi.
E' un campo morfico di
energia e informazioni con
cui ci possiamo connettere
energeticamente e che ha
effetti di vasta portata.
Collegandoci con
Joyfield,
seppure per pochi minuti al
giorno, ne avremo enormi
benefici in ogni settore
della nostra vita.
Parafrasando un vecchio
detto:
un po’ di
gioia al giorno… toglie la
paura e la sofferenza di
torno.

Che si sia
consapevoli o meno, il
più grande cambiamento mai
auspicato dagli esseri umani
è proprio quello di vivere
la vita con gioia –
anche se le modalità
individuali di gioia possono
essere diverse una
dall’altra.
E la gioia non dipende né da
circostanze esterne, né da
persone specifiche, né da
governi, politica o
economia.
A dirla tutta, in questi
giorni un po’ di gioia e
divertimento ci arriva anche
da circostanze esterne, per
chi sa coglierle. La gioia
però anche in questo caso
dipende da noi e come dice
l’antico detto:
spazza davanti a casa tua e
…la città sarà pulita.
La
nostra scelta di vivere la
vita con gioia è quindi
attuabile visto che dipende
da noi e non dai governi o
chiunque altro.
E’ arrivato
il momento di riprenderci il
nostro potere personale,
creare la nostra vita e
viverla con gioia.

Inoltre,
proprio da “un altro livello
di coscienza”, qual è quello
della Gioia, possiamo
trovare le migliori
soluzioni per cambiare la
nostra situazione economica,
sociale, politica o di
qualsiasi altra natura.
Ricordiamoci che la gioia
dissolve la paura, quindi ci
permette di vedere la nostra
situazione da un’altra
prospettiva, oltre a poter
aver nuovamente accesso alle
nostre risorse e capacità.
A questo punto qualcuno
potrà pensare:
“ok, mi piace
la prospettiva, ma come
fare, da dove cominciare?”
Cominciamo dalle fondamenta:
le idee, i pensieri.
I pensieri,
le idee, rappresentano le
sostanze primordiali di
tutta la creazione.
Uno di questi
pensieri-sostanza creativa è
la Gioia.
La Gioia è
innanzitutto uno stato
dell’Essere- il più alto, il
famoso ‘settimo cielo’.
Ma è anche un
emozione di base, una di
quelle che vengono fornite
nel pacco omaggio quando ci
incarniamo su questo
pianetta. Infatti, il nostro
cervello, oltre a produrre
le endorfine chiamate le
molecole della felicità,
produce anche le anandamidi,
oossia le molecole di Ananda,
cioè Beatitudine o Gioia
intensa.

Ok ci sono i
recettori- le serrature
predisposte, ma quali sono
le chiavi?
Le chiavi le
abbiamo già, le abbiamo
sempre avute ma non sapevamo
di averle.
Le chiavi
sono i nostri pensieri.

Si tratta di
usarle, ora che sappiamo
qual è il loro valore.
E’ come si
fa a collegarsi con il Campo
della Gioia – Joyfield?
Buone
notizie! In attesa di poter
partecipare a un seminario
di
Joyfield, oppure di
CostellAzioni
della Gioia,
leggendo
quest’articolo si è già
connessi poiché esso è
scaturito grazie al Campo
della Gioia- Joyfield.
La frequenza
vibratoria della Gioia è
impressa in quest’articolo.
Verificalo!
***Ti senti
sollevato leggendolo?
***Hai sentito nascere la
speranza?
***C’è maggior benessere
psicologico?
Questi sono i
passaggi intermedi per poter
percepire la frequenza della
Gioia che ha diversi livelli
di manifestazione.
Inoltre, ciascuno di noi
conosce già quest’emozione e
ha già avuto i suoi campioni
omaggio di Gioia.
Collegarsi
con Joyfield e vivere ogni
giorno momenti di Gioia é un
po’ come prendere dosi di un
farmaco di cui siamo
produttori e consumatori: la
Gioia.

E’ economico,
facile da realizzare, ha
effetti collaterali
estremamente positivi sia
per chi lo usa sia per chi è
in contatto con JoyWoMan –
la donna e l’uomo della
gioia.
Provare per
credere?
Il nuovo livello di
coscienza prevede una nuova
prescrizione:
credere per
poterlo provare! Ed é
Gioia!

Giulia Jordan
Ideatrice
delle CostellAzioni della
Gioia, Docente di Psicologia
relazionale, Condirettore
dell’Istituto Internazionale
di Muatsu, keeper of vision
di Joyfield, scrittrice.
www.Joyfield.it
www.giuliajordan.com
|