Max Morini |
|
racconto humor
IL PESO DEL
RITARDO
|
| |
Max Morini |
Probabilmente Io e Fango
siamo gli unici esseri umani
rimasti nel Mondo
Occidentale a non avere una
macchina, anzi, per essere
precisi una “machina”, come
si dice a Roma, anche se
girano voci insistenti su
altri nostri simili, da
Francesco Guccini a Dario
Fo.
La nostra aggravante è che
oltre a non avere uno
straccio di mezzo di
locomozione, ( rifiutiamo
tutto, dai pattini al
triciclo allo scooter,
l’unico sogno è un side-car
stile Batman e Robin ), in
due non abbiamo nemmeno una
Patente, e anche se io alla
veneranda età di 40 anni mi
riservo ancora qualche
timida chanche di prenderla,
questa è la nuda e cruda
verità del momento.
D'accordo, in città ci
spostiamo con gli Autobus (
cioè sempre in slang
capitolino con gli “auti”,
come un popolo antico, i
Volsci, i Celti, i Sanniti,
gli Auti ) e con la
Metropolitana, ma se
dobbiamo uscire dal Raccordo
cominciano ad esserci
problemi seri per la nostra
attività.
E allora?
E allora esistono i Treni,
gli Aerei ma soprattutto la
straordinaria e pietosa
opera di assistenza dei
Colleghi e delle Fidanzate:
la mia meravigliosa Sonia
dopo un’estate passata al
volante ormai secondo me è
pronta per fare la
collaudatrice per la Ferrari.
Ma soprattutto devo elogiare
pubblicamente il lavoro di
Franco detto Frankie detto
Franchino, da quindici anni
pronto a svolgere il ruolo
di Migliore Amico ( anziché
averne uno a testa, ne
abbiamo uno per tutti e due:
140 chili di pura genialità
) e di instancabile
Tour-Manager.
In qualsiasi occasione e
condizione, dall’ Alpi al
Manzanarre al Reno, il
Talento di Franchino può
macinare km e km con una
guida altamente
professionale; gli unici
problemi casomai sono di
natura extra-motoristica.
Primo, data la sua mole,
bisogna sfamarlo almeno ogni
mezz’ora.
Secondo, i suoi Ritardi.
Franchino fa sempre tardi,
ma non perché sia lento,
assolutamente, ma perché è
dotato di quella magica
leggerezza alla Oliver Hardy
che se da una parte è
l’eterna contraddizione del
suo Peso, dall’altra lo
porta a volare sempre alto,
altissimo, su tutto: la
Vita, lo Spazio e purtroppo
anche il Tempo, il suo e
quello degli altri.
Ecco perché Franchino fa
tardi.
E anche se ormai le sue
prestazioni sono migliorate
( siamo passati dall’ora e
mezza standard all’ora secca
di ritardo ), la sua
fenomenologia rientra
perfettamente nella
casistica tipo:
-1) uscire di casa all’ora
dell’appuntamento
concordato;
-2) pur essendo munito di
cellulare non avvertire del
ritardo chi lo sta
aspettando ( il teorema è :
“Tanto loro sono a casa …”
);
-3) giustificare il proprio
ritardo con improbabili
impegni, rovesciando
dialetticamente la
situazione: alla fine della
discussione il colpevole
siete voi che siete arrivato
puntuale non considerando
che lui “ha da fare”.
Quindi?
Beh, rimangono poche carte
da giocare:
-la Tecnica
Anticipatoria-dare al
ritardatario appuntamento un
ora prima di quello reale
per farlo arrivare
puntuale-ormai è troppo
sputtanata e non funziona;
-la Vendetta-andare via se
il ritardatario non arriva-
troppo infantile
( e nel nostro caso
dannosissima );
-la Rieducazione-“Franchino,
il ritardo è una mancanza di
rispetto, etc…”; troppo
faticosa.
Dopo anni ed anni e
tentativi e tentativi, mi
sento di dire che il miglior
atteggiamento mentale,
l’unico che può salvare il
vostro fegato, forse è
proprio quello di non dare
appuntamento al Ritardatario
o meglio di darglielo ma poi
mentalmente rimuoverlo, non
pensare di averglielo mai
dato e non pensare nemmeno
di stare aspettando qualcuno
figuriamoci poi proprio il
vostro Lui o la vostra Lei.
Perché?
Ma è chiaro: perché solo
così quando il vostro
Franchino arriverà, arriverà
come una Sorpresa
inaspettata, un Dono del
Cielo depositato lì dagli
Dei e dalla sua impagabile
Leggerezza.
|
|